Il vento è cambiato anche a Roma. Un vento da ovest, un vento di mare nuovo e fresco. Sono arrivati gli americani, un’altra volta, e tra le pagine sportive dei quotidiani estivi sbiadite dal sole e stropicciate dal vento si delinea già la strategia gringo-capitolina.
Siccome, diciamecelo, negli Stati Uniti di calcio si capisce poco, l’idea è di imparare da chi se ne intende e ha avuto successo ed in Europa il modello da seguire di questi tempi è sicuramente quello del Barça. Cosa dobbiamo allora aspettarci dalla Roma di Di Benedetto? Un’attenzione particolare al vivaio attraverso una struttura che si prenda cura tanto del giovane calciatore che del piccolo ometto, la creazione di un squadra-famiglia-nazione dove l’integrazione dei giocatori locali con i giocatori stranieri va al di là del cameratismo da spoglaitoio ma si riflette in un modello di convivenza nazionale, il rifiuto di sponsor commerciali su una maglia che è soprattutto una bandiera, l’impegno, anzi, la devozione per un gioco serio, spettacolare e spregiudicato, una squadra senza gerachie dove la gloria dell’eroe si esprime nel privilegio di essere uno del gruppo, una società più grande di chi la compone, che resiste ad un presidente cialtrone e si libera dei campioni egocentrici. Insomma un lavoro lungo e certosino per creare le condizioni non soltanto di un successo duraturo ma di una squadra che viene sostenuta dalla collettività dei tifosi ma che soprattutto ispira la collettività di una regione. Non proprio. Perché intraprendere un percorso lungo e faticoso, quando si può prendere una comoda scorciatoia? Perchè creare le condizioni per vincere in 4-5-10 anni quando si può comodamente lottare per un quinto posto già dall’anno prossimo? Quando si può ingaggiare Luigi Enrico, l’allenatore del Barcellona B, fare una bella campagna stampa piena di pompose intenzioni e di dichiarazioni d’amore per il calcio spettacolo, magari prendere un paio di scarti del Barcellona, cavalcare l’orgoglio gladiatore di un paio di giocatori bolliti come Totti e De Rossi per ancora un paio di stagioni e sopportarne i capricci e le sparate perchè sono delle bandiere e hanno il cuore giallorosso? E se poi non funziona si può sempre esonerare Luigi Enrico a Febbraio ed affidare le truppe al capro espriatorio di turno. La strategia americana della Roma sembra un brutto remake hollywoodiano di un bel film, fatto in fretta per calvalcare il successo dell’originale. E se questo articolo sembra un processo alle intenzioni è perchè lo è.
Continuiamo così, facciamoci del male.
Ottorino Maggio
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venerdì 17 giugno 2011
lunedì 2 maggio 2011
Santo Subito
Er Pupone segna due reti al Bari e con il duoncentoseisimo gol in serie A supera il Codino fermo a quota 205 e poi festeggia sollevandosi la maglietta e scoprendo il messagio "the king of Rome is not dead". Se e’ vero che il Beckham di casa nosra è ancora discretamente in palla non è mai troppo presto per iniziare a tirare un paio di somme sulla sua carriera. Vediamo allora quali sono gli obiettivi statistici ancora alla portata di Totti. Intanto un record ce l’ha già: primo assoluto dei marcatori che hanno segnato soltanto come una squadra. Difficilmente Del Piero, l’unico serio rivale in attività ed intenzionato a smettere alla fine della prossima stagione, potrà recuperare il distacco di 22 reti che lo separa da Totti.
Per quanto riguarda la classifica generale dei marcatori di sempre invece la situzione è più complicata. Altafini, Meazza e il grande Gunnar Nordhal (0.77 reti a partita!) superano Totti di rispettivamente 10, 10 e 19 reti e sembrano tutti raggiungibili. In vetta con 274 reti, il leggendario Silvio Piola, eroe di un altro ventennio, molto diverso e un pochino simile: nelle magliette strette sui fianchi, i calzettoni tirati in alto e nell’eccesso di brillantina nei capelli. Piola è lontanissimo ma è davvero irragiungibile? Forse no. Totti per raggiungere Piola dovrebbe giocare altri quattro campionati mantenendo la stessa media gol e non saltando nemmeno una partita, due condizioni difficili da soddisfare, la prima perché è logico aspettarsi un calo di rendimento, e la seconda perché Totti, tra infortuni e squalifiche, non ha mai giocato un campionato intero. Potrebbe forse farcela giocando ancora sei campionati, una decina di reti a stagione e come bonus una buona possibilità di battere il record di presenze di Maldini e quello del più anziano marcatore su azione della Seria A detenuto di nuovo da Piola con 40 anni 6 mesi e 9 giorni. Regaliamogli allora altri 6 anni, 228 partite, tutti i rigori, i calci di punizioni e tiri da fuori area, un po’ di santità per evitare i falli di reazione e le espulsioni e un fisico immacolato per evitare acciacchi e lesioni, e ragaliamoci un altro lustro abbondante del re di Roma, forse non proprio morto, magari già un po’ bollito.
Ottorino Maggio
Per quanto riguarda la classifica generale dei marcatori di sempre invece la situzione è più complicata. Altafini, Meazza e il grande Gunnar Nordhal (0.77 reti a partita!) superano Totti di rispettivamente 10, 10 e 19 reti e sembrano tutti raggiungibili. In vetta con 274 reti, il leggendario Silvio Piola, eroe di un altro ventennio, molto diverso e un pochino simile: nelle magliette strette sui fianchi, i calzettoni tirati in alto e nell’eccesso di brillantina nei capelli. Piola è lontanissimo ma è davvero irragiungibile? Forse no. Totti per raggiungere Piola dovrebbe giocare altri quattro campionati mantenendo la stessa media gol e non saltando nemmeno una partita, due condizioni difficili da soddisfare, la prima perché è logico aspettarsi un calo di rendimento, e la seconda perché Totti, tra infortuni e squalifiche, non ha mai giocato un campionato intero. Potrebbe forse farcela giocando ancora sei campionati, una decina di reti a stagione e come bonus una buona possibilità di battere il record di presenze di Maldini e quello del più anziano marcatore su azione della Seria A detenuto di nuovo da Piola con 40 anni 6 mesi e 9 giorni. Regaliamogli allora altri 6 anni, 228 partite, tutti i rigori, i calci di punizioni e tiri da fuori area, un po’ di santità per evitare i falli di reazione e le espulsioni e un fisico immacolato per evitare acciacchi e lesioni, e ragaliamoci un altro lustro abbondante del re di Roma, forse non proprio morto, magari già un po’ bollito.
Ottorino Maggio
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