giovedì 9 giugno 2011

Le notizie del giorno: Chi è Gigi?

C'è un momento, verso la fine degli interrogatori, che i magistrati ritengono decisivo. Di solito è poco prima della verbalizzazione finale, quando l'indagato è stanco, stressato, spossato dal dubbio di aver parlato troppo o troppo poco. È allora che i pm piazzano, la "domanda importante", quella che a volte è l'unico vero motivo del loro interrogatorio. La domanda importante di questa inchiesta è semplice semplice: "Chi è Gigi?".
Tutti, il dentista Pirani, l'allibratore Erodiani, l'ex calciatore ora aspirante boss Signori, i suoi commercialisti Bruni e Giannone, alla fine dei loro interrogatori, se la sono sentita fare, questa domanda. Perché? Semplice: perché i magistrati sospettano che questo "Gigi", e cioè uno dei nomi più ricorrenti di tutta questa storia, possa essere la chiave per il salto di qualità dell'inchiesta.

www.repubblica.it

Il faldone comprende oltre seimila pagine: contiene intercettazioni, rapporti delle forze di Polizia, capi di imputazione e tutti gli altri elementi stilati dagli inquirenti e utili al gip Guido Salvini per emettere l'ordinanza da cui è scoppiato il caso scommesse.
Abbiamo scelto alcune fra le intercettazioni più scottanti, significative o curiose, ma abbiamo deciso di "ripulire" i colloqui per renderli più comprensibili ai lettori e per tracciare un quadro un po' più chiaro dei rapporti tra i protagonisti della vicenda. Fermo restando che qualsiasi ipotesi di reato è ancora tutta da dimostrare.
Marco Pirani fa il dentista di professione. Uno studio molto frequentato ad Ancona, tra i clienti il comandante dei vigili urbani del centro storico di Roma, Cesarino Caioni, lo stesso che fu poi trasferito per lo scandalo delle monetine rubate dalla Fontana di Trevi. Una telefonata tra i due è finita dentro gli atti. Prima parlano di un intervento ai denti, poi...
CAIONI: "E per quell'altro discorso mi sto muovendo un po' da tutte le parti, sto aspettando delle risposte".
PIRANI: "Bene, mi raccomando perché ci conto".
CAIONI: "Io ho detto la stessa cosa a quelli che ho sparso sul territorio, adesso sto aspettando delle risposte perché essendo fuori Roma... È vero che a Roma si può far tutto, Marco, però essendo fuori Roma io gioco fuori casa... A Roma si era sfasciato tutto e adesso sto mettendo in movimento una serie di soggetti: vediamo che viene fuori".
Ieri Caioni ha spiegato che nella conversazione parlava di due biglietti per il festival di Sanremo, che Pirani gli aveva chiesto. "Purtroppo non li ho neppure trovati".

Il matrimonio, annunciato da giorni, si è finalmente celebrato in serata. Miroslav Klose ha detto sì alla Lazio e, alla vigilia del suo 33° compleanno, si è regalato un contratto biennale da 2 milioni di euro netti a stagione più i bonus. Dopo la resa del Bayern Monaco, anche le altre concorrenti si erano defilate.
Rimandata al mittente anche l'ultima offerta arrivata dalla Turchia, sponda Galatasaray: un triennale da 2,5 milioni a stagione, che non ha fatto traballare il tedesco che ha scelto da giorni la maglia biancoceleste per provare a giocarsi con buone chance un posto in Nazionale ai prossimi Europei in Ucraina e Polonia. Proprio questo uno degli obiettivi che hanno convinto l'ex Bayern a non lasciarsi sfuggire la sua grande chance in biancoceleste e a mettere nero su bianco, in compagnia del suo agente, Alexander Schuett, e della moglie, la firma sul contratto nella residenza romana (Villa San Sebastiano) del presidente Lotito. Una visita lampo di una mezzora per sposare la nuova avventura con la Lazio. Domani festeggerà i suoi 33 anni nella capitale, dopo le visite mediche di prima mattina alla Clinica Paideia. Ed è ancora il Napoli protagonista: preso con un biennale Donadel, svincolato dalla Fiorentina.

www.gazzetta.it

Nel 1982, dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali di Spagna e la decisione di introdurre il “terzo straniero”, scrissi per il Giorno un articolo in cui dicevo che il calcio andava a morire. Ma, data la sua fortissima struttura pensavo che l’erosione sarebbe avvenuta molto lentamente e non mi sarei mai aspettato che ne avrei visto la fine, o quasi, nell’arco della mia vita.
Non mi riferisco qui agli scandali che hanno recentemente coinvolto società di B e anche di A, che sono solo un epifenomeno, oltretutto abbastanza circoscritto se paragonato a quanto avviene di analogo in altri settori della società (politica, finanza), della ben più profonda corruzione che negli ultimi decenni ha corroso il mondo del calcio e il suo significato più autentico.

www.ilfattoquotidiano.it

Sem­brano i fantastici quattro... L’uomo invisibile: che vir­tualmente c’è, ma non si vede; la torcia umana, che farebbe fuoco e fiamme pur di restare a Torino (ma è stato scaricato); mi­ster fantastic che s’allunga e assume forme variegate a se­conda che a (at)tirarlo siano to­rinesi o napoletani; Cosa, forte e resistente, pronto a rientrare in gioco.
Ebbene, sembrano i Fantastic Four, dicevamo, ma sono i centrocampisti in orbita Juventus: rispettivamente Mi­chele Pazienza, Alberto Aqui­lani, Gokhan Inler e Lassana Diarra. Ieri protagonisti, indi­rettamente, di mirabilanti av­venture in ambito mercataro.

www.tuttosport.com

Aveva appena partecipato a un processo nel ruolo cruciale di esperto di antidoping. E in effetti il medico sportivo del Rimini, Vittorio Emanuele Bianchi, ha sempre parlato come uno che se ne intende: «Se gli metti mano all'ormone, questi giocano da serie A».
Ieri è stato arrestato. Perché così si rivolgeva al preparatore atletico della sua società, Danilo Chiodi, alla vigilia dei playout del 2009 con l'Ancona, quando la squadra romagnola lottava per restare in serie B. Detto fatto: Chiodi, secondo l'inchiesta della procura di Rimini, ha coinvolto il medico della squadra e ha messo in atto il trattamento di tre giocatori con Gonasi 5000, farmaco che stimola la produzione di testosterone, oltre a praticare emotrasfusioni con ozono.

www.lastampa.it

"Sono felice della scelta che ho fatto ed entusiasta di sposare il progetto Roma: è un progetto vincente proprio come me, che sono un tecnico ambizioso e vincente. Praticherò un calcio offensivo, spettacolare, con l'intento di portare tanta gente allo stadio per divertirsi. In Italia ancora non mi conoscono, ma fugherò ogni dubbio e tra un anno parleranno i fatti".
"C'è accordo totale con la società giallorossa - ha ammesso ai microfoni di Sky Sport - Nei prossimi giorni sarò a Roma, a Barcellona non verrà nessuno". Una piccola ammissione anche sulla voglia di portare in giallorosso qualcuno dei gioielli del suo Barca B. "Cercherò di lavorare con i migliori giocatori - ha concluso - quelli che troverò a Roma e quello che riuscirò a portare da Barcellona". I nomi che si fanno sono quattro: Jeffren, Soriano, Romeu e Montoya.

www.corrieredellosport.it

Avviso agli azzurri. C'è un Cesare Prandelli accomodante e pronto a far da papà di fronte alle mattane fuori dal campo, pur senza sconti. Ma c'è anche un Cesare Prandelli severo, con se stesso e con chi non sa cambiare marcia in partita. «Cresceremo, ne sono certo. Però è necessario che alcuni giocatori facciano il salto di qualità: quando sono nell'occhio del ciclone o al centro dell'attenzione, è il momento di dare tutto quel che hanno dentro». Giuseppe Rossi e gli altri sono avvertiti. A chi pensava che le ultime prestazioni avessero ribaltato le gerarchie dei migliori in nazionale, il commissario tecnico replica in modo esplicito nel bilancio della sua prima stagione appena conclusa con il ko di fronte all'Irlanda. «Cassano? Lui ha personalità in campo, è uno che ti accende la partita anche nei momenti in cui ristagna, come ieri. Per questo - prosegue Prandelli - quando dicevo che anche con una sola ora di autonomia lui mi serve, non fingevo ma facevo un discorso puramente egoista».

www.ilmessaggero.it

Nella giornata in cui le voci sulle tre partite al centro dell'attenzione della Procura sul calcioscommesse agitano i tifosi, qualche segnale positivo arriva per il mercato del Napoli a caccia del sogno Inler. Il suo procuratore, Dino Lamberti, ha esplicitamente dichiarato che tra il patron dell'Udinese e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, «c'è l'accordo per il giocatore. Ora aspetto che il Napoli mi contatti per vedere se possiamo mettere nero su bianco».
Il presidente azzurro oggi, sull'argomento mercato nel suo complesso, è stato particolarmente abbottonato e "preoccupato" per il lavoro dei giornalisti. «Calmi, non è che dobbiamo bruciare tutte le carte ora. Anche per voi... Se poi finisce subito il teatrino mediatico che facciamo?», si è chiesto rivolto agli operatori dell'informazione che gli chiedevano notizie aggiornate.

www.ilmattino.it

mercoledì 8 giugno 2011

Le notizie del giorno: il Trap vince e Ronaldo si ritira

Azzurri in Trap... pola. Il protagonista assoluto della serata di Liegi è ancora lui, Giovanni Trapattoni, uscito nettamente vincitore dal duello con il rispettoso allievo Prandelli.
Eire batte Italia 2-0, il risultato non fa una piega. Gli irlandesi si mostrano superiori dal punto di vista tattico ed agonistico, mentre gli azzurri non fanno fruttare quelle doti di rapidità e tecnica che sulla carta sembravano poter fare la differenza. Fin troppo scontato parlare di passo indietro: dalla sconfitta contro la Costa d'Avorio nello scorso mese di agosto era stato un costante, incoraggiante, crescendo. Vero, l'Estonia vale poco rispetto all'Eire, ma non vanno dimenticate, tra le altre, le prestazioni con Slovenia e Germania.

www.repubblica.it

Il "Capitano della Giallorossa" avrebbe detto che Fiorentina-Roma sarebbe finita con "tanti gol".
È quanto si legge - secondo l'Ansa - in uno dei brogliacci in cui gli inquirenti riassumono le intercettazioni allegate all'inchiesta sul calcioscommesse in cui parlano Massimo Erodiani e Marco Pirani, le due figure centrali dell'indagine. La telefonata avviene il 21 marzo alle 19:36, il giorno dopo Fiorentina-Roma finita 2-2. "Erodiani dice a Pirani che giovedi va a Bologna a portare i soldi delle giocate", scrivono gli investigatori, che poi aggiungono: "Erodiani commenta con Pirani la partita dell'Inter e dice che l'attaccante del Lecce Daniele Corvia avrebbe pronosticato anche tanti gol in Fiorentina-Roma avendolo saputo dal Capitano della Giallorossa". Nel brogliaccio non si esplicita chi sia il "Capitano della Giallorossa" e dunque non si fa riferimento nè al capitano della Roma Francesco Totti, nè al capitano del Lecce, la squadra di Daniele Corvia. Si tratta infatti di due squadre che vestono entrambi i colori giallorossi. Immediatamente avvisato dell'intercettazione in cui si parla del "Capitano della Giallorossa", Francesco Totti, in vacanza a Formentera, si è messo in contatto con Antonio Conte, legale della Roma, dandogli mandato di querelare chiunque utilizzi in maniera impropria il suo nome accostandolo ad attività illecite di questa inchiesta.

E’ mancato solo il gol. Neymar e Robinho hanno cercato in ogni modo di servire l’assist vincente al loro idolo. Ronaldo è arrivato sul pallone con i tempi giusti, ma non è riuscito a fare centro.
Il portiere rumeno è stato bravo due volte a ribattere le conclusioni del Fenomeno. "Scusate, non sono riuscito a scaraventare il pallone rete" ha detto, con voce un po' delusa, Ronnie rivolto ai trentamila tifosi venuti a fargli festa. Ma va bene lo stesso. E’ stata festa ugualmente con il campione brasiliano che, dopo aver disputato gli ultimi quindici minuti del primo tempo (è entrato al posto di Fred) è andato a salutare la sua gente con un emozionante giro di campo. Il Fenomeno chiude così la sua storia con la Selecao.

www.gazzetta.it

Il futuro di Inler è ancora in dubbio, sarà una volata Napoli-Juve. A confermarlo è l'agente Dino Lamberti, ai microfoni di Premium Calcio: «Il Napoli ha l'accordo con l'Udinese, la Juve ancora no.
Io ho avuto contatti con la Juventus, ma non con il Napoli. Non c'è ancora niente di concreto. Il Napoli deve fare il prossimo passo, io non ho ancora parlato con loro. Credo che la società abbia i suoi motivi per non avermi ancora contattato, prima o poi penso che si faranno vivi. In questa trattativa il Napoli è stato correttissimo, i regolamenti dicono che si deve prima trovare l'accordo fra le società e poi parlare con il giocatore. A dire il vero, anche la Juve ha parlato con l'Udinese e poi ha parlato con me».

www.tuttosport.com

La versione di «Beppe 200 gol», per chi ha potuto parlargli in questi giorni di pioggia, sospetti e voltafaccia, è di una semplicità disarmante: «Io ero il pollo da spennare. Non c'entro niente con quelli lì».
Giuseppe Signori, ex centravanti di grande successo, è agli arresti domiciliari da sei giorni. Chiuso in un'elegante villetta di due piani, in zona stadio Dall'Ara. Pensa. Rimugina. Cerca di stare tranquillo. Ma ha studiato l'ordinanza e letto i giornali. «Il mondo del calcio mi ha condannato subito - si è sfogato - molto prima di qualsiasi processo. Non è giusto». In particolare lo avrebbe ferito il commento paternalistico del ct della nazionale, Cesare Prandelli: «Caro Beppe, la vita non è una scommessa. È un dono, e bisogna viverla bene». Proprio a lui, che ha sempre ammesso pubblicamente il suo vizio. «Ma scommettere è bello perché dentro c'è un rischio - si è infervorato - tutto il contrario di giocare una partita combinata. Io queste cose non le ho mai fatte. Sono l'opposto della mia filosofia».

www.lastampa.it

La Roma ha raggiunto l'accordo con Luis Enrique. La società giallorossa ha trovato l'intesa con l'allenatore spagnolo che diventerà il nuovo tecnico giallorosso. Adesso si aspetta solo il Cda per la delega di firma al consigliere Venturini.
FUMATA BIANCA - La tanto attesa fumata bianca è dunque arrivata. L'ex tecnico della squadra B del Barcellona Luis Enrique, si apprende da fonti vicine alla nuova proprietà, ha raggiunto l'accordo per guidare la prima Roma targata Usa. La trattativa tra il ds Walter Sabatini e il tecnico asturiano si è conclusa positivamente: per completare l'iter bisognerà solo aspettare l'imminente delega con poteri di firma sui contratti che il Cda della Roma conferirà al manager di Unicredit, Roberto Venturini.

www.corrieredellosport.it

martedì 7 giugno 2011

Le notizie del giorno: Ventura al Toro, avventura romana per Luis Enrique

Due pool al lavoro, più numerosi spunti investigativi contenuti in diversi fascicoli d'inchiesta. E la traccia comune che porta al mondo delle scommesse non solo nelle serie minori ma anche in serie A. Mentre l'inchiesta di Cremona fa tremare il mondo del pallone come cinque anni fa, proprio di questi tempi, accadde con Calciopoli, a Napoli due diversi gruppi di lavoro della Procura indagano su pallone truccato. Il fronte più "caldo" è quello che sta scandagliando il sistema attraverso il quale il clan camorristico D'Alessandro di Castellammare di Stabia ricicla danaro sporco in alcuni centri scommesse ritenuti intestati a prestanome.

"Sono profondamente disgustato del fatto che una mia iniziativa in assoluta buona fede sia oggi usata contro di me in questo modo". Scrive così Balotelli nel comunicato con cui ricostruisce la mattinata passata a Napoli, nel giugno del 2010, e finita al centro di un'informativa dei carabinieri secondo cui l'attaccante del Manchester City in quella occasione è stato in compagnia di due boss della camorra.
Raccontando quel suo soggiorno a Napoli, Balotelli offre una sua versione assolutamente trasparente dei fatti, riconosce solo la propria ingenuità, dà mandato al suo avvocato di denunciare "chiunque tenterà di strumentalizzare il suo nome allo scopo di far credere che sia coinvolto in qualcosa di illecito".

www.repubblica.it

Nuova giornata di interrogatori a Cremona nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo del calcioscommesse e delle partite truccate, che ha portato al fermo e all'arresto di varie persone, interne ed esterne al mondo del calcio. Ma intanto si apre a Napoli un altro fronte. Ecco in tempo reale quello che sta succedendo. Tirato dentro il polverone dell'ennesimo scandalo delle scommesse, il Cagliari replica con un duro comunicato. Si legge sul sito del club rossoblù: "La Società Cagliari Calcio, in relazione a quanto riportato in giornata da numerosi organi d'informazione, diffida chiunque dall'accostare o tentare di coinvolgere la Società stessa nelle vicende che da giorni tengono banco sui media."

Lavorare prima su quello che c'è, o ci potrà essere. E' il diktat di mercato di giugno, solitamente dedicato alla risoluzione delle situazioni pendenti. Le comproprietà, in primis: la dead line è fissata per il 24 del mese (deposito delle buste), in mezzo ci sono miriadi di giovani ma anche parecchi pezzi pregiati. E poi i diritti di riscatto da esercitare, dove i tavoli di trattativa finiscono sempre per farsi più intricati di quanto sembra. Il Milan l'incombenza più imminente l'ha risolta, cioé Boateng: due settimane fa incontro con il Genoa, i rossoneri si tengono tutto il nazionale ghanese per circa 7 milioni, in più portano a casa Paloschi (utile punta di scorta) e l'intero cartellino di Amelia, con Papastathopoulos che sulla carta fa il percorso inverso ma che di fatto verrà piazzato (Lazio?).

www.gazzetta.it

L’hotel è lo stesso del 2006, le prove no.
Oggi, nelle stanze dell’hotel Parco dei Principi trasformato in aula come nel processo di Calciopoli di cinque anni fa, si è celebrata l’udienza per la radiazione di Luciano Mog­gi. Ma rispetto a quella che, il 19 maggio, ha visto sul banco degli imputati Anto­nio Giraudo (assente) e In­nocenzo Mazzini, c’è stata una fondamentale novità: nel procedimento sportivo ir­rompono le prove emerse nella fase dibattimentale del processo di Napoli. Inoltre, la giornata è stata caratterizzata dalla dichiarazione spontanea di Moggi che ha definito «da Scherzi a parte» l'ipotesi della radiazione.

Giampiero Ventura è il nuovo allenatore del Torino. Lo ha annunciato la società con una nota apparsa sul proprio sito internet. L'accordo con l'ex tecnico del Bari è per una stagione, fino al 30 giugno 2012.
Venturà sarà presentato mercoledì e avrà al suo fianco uno staff composto dal vice Salvatore Sullo, dal preparatore atletico Alessandro Innocenti e dal preparatore dei portieri Giuseppe Zinetti.

www.tuttosport.com

Marotta tratta anche con l'Udinese per Inler e Sanchez. Contatto tra i bianconeri e l'agente del montenegrino. La Lazio vuole 12 milioni per lo svizzero che ora è ad un passo. Pozzo non molla: 18 milioni per il centrocampista e nessuna contropartita tecnica.
Inler, sorpasso Napoli. La Juve vicina a Giuseppe Rossi. De Laurentiis adesso attende il sì dello svizzero. I bianconeri sono in vantaggio sull'Inter per l'attaccante. Marotta e Paratici hanno visto il procuratore della punta del Villarreal seguita da diverso tempo. C'è un ritorno di fiamma.

www.calciomercato.com

Cesare Prandelli ha annunciato la formazione che giocherà contro l’Eire: Viviano in porta, poi Cassani, Gamberini, Chiellini e Criscito in difesa; Pirlo davanti alla difesa, Nocerino e Marchisio interni, Montolivo trequartista; Rossi e Pazzini in attacco.
«Ce lo siamo detti da tempo, ma possiamo sopperire con l’organizzazione e questi giocatori, messi assieme, possono sorprendere. Non possiamo deprimerci perchè ci manca il grande talento. Se avessimo Messi saremmo tutti felici e contenti, ma anche lui dimostra di avere un atteggiamento giusto nei confronti dei compagni. Dovremo aiutare i nostri ragazzi a crescere, mettendo in preventivo che certi non possono arrivare alla mèta prefissata».

www.corrieredellosport.it

Pirani ha citato tre partite e cinque squadre delle quali gli verrà chiesto conto in giornata davanti al procuratore Roberto Di Martino. Le squadre citate da Pirani sono Roma, Fiorentina, Genoa, Lecce e Cagliari. Le partite di cui sarà chiesto conto all’odontoiatra Pirani, che sarebbero state truccate, sono Fiorentina-Roma, Genoa-Lecce e Lecce-Cagliari.
Nell’interrogatorio di venerdì scorso, Pirani aveva fatto cenno a tre partite che vedevano coinvolte cinque squadre di Serie A in termini non sufficientemente chiari, tanto da richiedere appunto un approfondimento, che si svolgerà oggi, alla presenza del procuratore di Cremona, Di Martino, per verificare la consistenza delle sue dichiarazioni.

www.ilsecoloxix.it

La Roma ha fatto tutto quello che doveva fare: gli ha dato carta bianca sullo staff; ha accontentato lui e i suoi collaboratori sotto l’aspetto economico; è pronta ad affidargli il progetto tecnico. Luis Enrique ha fatto capire al mondo di essere ingolosito dalla prospettiva di cominciare l’avventura romana, di essere pronto a costruire un Barcellona nella capitale italiana, ma ancora non ha detto sì. Che, secondo fonti giallorosse, arriverà ad ore e verrà formalizzato quando sarà ufficializzato il nome di chi potrà firmare i contratti (si vuole evitare che lo faccia la Sensi), in primis quello dell’allenatore.

www.ilmessaggero.it

Nel mirino della Procura di Napoli c’è la partita Napoli-Parma giocata il 10 aprile del 2010, sulla quale si abbattè una valanga di scommesse tra il primo e il secondo tempo. Gli azzurri, dopo i primi 45’ erano in vantaggio per 1-0, ma il risultato finale fu di 2-3 per il Parma. La vicenda, dopo accertamenti, fu archiviata sia da un punto di vista disciplinare, che da un punto di vista penale, che oggi fa però registrare un elemento di novità non da poco grazie a uno scoop fotografico: a bordo campo nel San Paolo c’era Antonio Lo Russo, uno dei rampolli del cosiddetto clan camorristico dei «capitoni» di Miano (nella foto Ansa di Ciro Fusco). La Procura di Napoli indaga sulle frodi e la Dda interroga due broker. Intercettazioni choc: «Se la Juve Stabia non vince e Biancone si prende i soldi, lo uccidiamo».

www.ilmattino.it

A fine giornata i catalani, che in giornata incontreranno Felicevic, l’agente del cileno, sono passati dalle parole ai fatti con un’offerta difficile da respingere: 28 milioni più Bojan Krkic, giovane stella blaugrana. Per questo prima di cena Pozzo è volato in Spagna. L’eventuale passaggio di Sanchez alla corte di Guardiola non chiuderebbe le porte a Giuseppe Rossi (nella foto), che resta nel mirino dei campioni d’Europa ma è corteggiato pure da Inter e Juventus. Il suo procuratore Federico Pastorello ieri sera era a cena con i dirigenti nerazzurri, una mossa certamente importante.

qn.quotidiano.net

lunedì 6 giugno 2011

Valdano: l’oceano del poeta

Si può forse obbiettare che tutti quegli anni alle dipendenze della sbruffonissima Real Casa lo abbiamo reso un poco meno simpatico che se li avesse passati, mettiamo, al Chievo, si può essere senz’altro d’accordo che la scelta del gel sui capelli ricci è deprecabile e sbagliata, nel complesso, però, Jorge Valdano sembra davvero un gran tipo ed è un peccato vederlo andarsene, mandato via a questo modo, dal Real Madrid. Elegante, assertivo e pacato in tutte le diverse fasi della sua carriera, come dirigente del Madrid “El Poeta” ha sempre cercato di stemperare l’arroganza dello squadrone reale con il suo messaggio di dignitoso orgoglio ed etica del lavoro.


In questa ottica era rientrato assieme a Florentino Perez due anni fa dopo che, nel periodo della sua assenza, dal 2004 al 2010, il Madrid era stato travolto dal disastro, d’immagine piuttosto che di risultati, dei “Galacticos” e dalle ruffianate dell’orribile presidente Calderon. Per questo Valdano aveva scelto come allenatore Manuel Pellegrini, un allenatore serio e modesto, un viso da cagnone triste, poco televisivo. Pellegrini, certo, poiché non aveva vinto nulla e non era bastato contendere la Liga al Barça fino alla penultima giornata in un finale di stagione davvero credibile per salvarlo dal massacro della cattivissima stampa spagnola e dalla straripante disponibilità di Mourinho. E adesso è Valdano ad essere cacciato da Mourinho e dalla sua ingordigia di potere. Mourinho che non ha vinto molto ma che, nel gioco delle personalità e del loco culto che è diventato il calcio moderno è stato capace di offrire una faccia forte ancorchè diabolica da contrapporre a quella gradevole e vincente del Barça. Mourinho che vince (male) e perde (peggio) ma che in ogni caso riesce a farlo dettando le sue condizioni, ai giocatori, alla società ed alla stampa.

Alla vigilia di Italia 90 Valdano, quando dopo un disperato recupero da un serio infortunio era stato all'ultimo minuto scartato dall’allora C.T. Bilardo dichiarò: "ho attraversato l'oceano a nuoto e sono affogato sul bagnoasciuga". Ora quell'oceano è infestato da squali. E da polpi.

Ottorino Maggio

giovedì 2 giugno 2011

Lo spettacolo più bello del mondo

Puntuale, come la finale della Champions League, le piogge di tarda primavera e l’esplosione del calcio mercato, arriva lo scandalo di fine stagione calcistica. Quest’anno, con scarsa originalità, tocca alle scommesse. Truccate ovviamente. Qusto calcio, questo paese, ormai somiglia sempre più a Gotham City. Criminali macchiette che non conducono più vite sottorreane il cui basso profilo è essenziale per farla franca, ma sono sempre in televisione, commentano, obbiettano, ridacchiano. Ascoltiamo le loro banalità pubbliche e poi, quando li beccano, leggiamo le loro volgarità private. L’ingordigia, i soldi che non bastano mai, l’inganno e la furberia sono così diffuse da essere ormai diventate un codice di comportamento comunemente accettato nel mondo del pallone, un mondo pieno di palle. L’assoluto senso di impunità che si rileva non può non far pensare che i casi che vengono alla luce, sempre comodamente fuor di stagione, siano soltanto la punta dell’iceberg il cui enorme corpo sommerso getta inevitabilmente un cono d’ombra sulle istituzioni che non si accorgono mai di niente.

A noi appassionati allora tocca fare quello che ormai sappiamo fare meglio, scandalizzarci senza stupore. I giornali sbraiteranno per un bel pezzo dell’estate, snocciolando intercettazioni come se fosse soltanto un’altro banchetto del folklore nazionale, pubblicheranno profilii dei protagonisti coinvolti. Si chiederanno per qualche giorno se si possa ancora credere nel risultato sul campo, nelle classifiche di campionato. Poi, arrivato settembre, tutto questo diventerà solo cronaca giudiziaria e tutto sarà di nuovo come prima. A gennaio, chissà, in qualche partita vedremo dei giocatori rimproverare invece che celebrare un compagno per un gol improvviso all’ultimo minuto e poi dichiarare alla stampa che in quella fase della partita era più saggio difendere il pareggio che sbilanciarsi in attacco e cercare la vittoria, o un portiere fare un paio di incredibili gaffe e archiviarle in sala stampa come “un minuto di follia”. Il polpo, invece, il calcio italiano lo guarda già da un pezzo come guarda il Giro d’Italia.



Ottorino Maggio

mercoledì 1 giugno 2011

Lo strapotere di Guardiola e dei 7 nani

Inutile girarci intorno… Da sfegatato tifoso di un’altra squadra mi duole ammetterlo. Per cui la scriverò a denti stretti. Il Barcellona di Pep Guardiola è veramente la squadra più forte del mondo, forse una delle migliori di sempre. Premettendo che è quasi impossibile valutare squadre di periodi diversi che hanno giocato calcio completamente diverso contro avversari dal diverso valore. Però il gruppo blaugrana è qualcosa di incredibile. Da quando l’ex calciatore catalano si è seduto sulla panchina del Barça, il club ha vinto 10 titoli in 3 anni tra cui 3 scudetti consecutivi, 2 Champions League, un mondiale per Club ed 1 Supercoppa Europea. Sono sicuro che affiancarla a gruppi mitici come il Milan di Sacchi, la Juve di Trapattoni, l’Inter di Herrera, l’Ajax di Crujff ed il Real Madrid delle 5 Champions consecutive non è una bestemmia.


Quello che è ancora più impressionante è l’autorità con la quale riescono a vincere. Basti pensare alla freschissima finale di Wembley. I Blaugrana hanno letteralmente schiantato una delle squadre più forti ed esperte del panorama calcistico mondiale, il Manchester United di Sir Alex Ferguson. Messi e compagni hanno dominato (escluso forse il primo quarto d’ora) in lungo ed in largo l’avversario giocando una partita pressoché perfetta con estrema naturalezza. Sono riusciti ad avere un possesso palla medio del 63% (!), hanno tirato 16 volte a 3, hanno avuto 6 corner a 0. Numeri impietosi che dimostrano la straripante superiorità dei catalani.

L’enorme merito di Guardiola consiste nell’essere riuscito in brevissimo tempo a dare una identità ben precisa al gruppo. Ossia una squadra che fa del possesso palla, dei passaggi e dei triangoli stretti, del gioco cosiddetto a 2 tocchi, della tecnica e della rapidità la propria imbattibile forza. Infatti (purtroppo) vedere giocare il Barça è uno spettacolo che riconcilia col calcio. Una squadra perennemente in possesso palla votata all’attacco. Che costruisce le proprie azioni con 8 giocatori contemporaneamente; in cui qualsiasi pedina dello scacchiere tattico possiede una buona, se non eccellente, proprietà di palleggio. Con questo sistema di gioco la squadra di Guardiola è perennemente in possesso di palla. In questo modo risulta quasi impossibile per gli avversari riuscire ad attaccarli se non hanno mai il pallone. I maestri d’orchestra sono i due genietti del centrocampo Xavi ed Inesta. I due talenti spagnoli sono perfettamente complementari: uno più portato per le geometrie di gioco, l’altro più abile nel portare palle ed inserirsi negli spazi. Se si aggiunge il miglior giocatore del mondo, il due volte consecutive Pallone d’Oro Leo Messi, allora il gioco è fatto, anzi è vinto!

In tre anni il Barcellona è stato messo sotto solamente nella semifinale di andata di Champions dell’anno passato a San Siro contro l’Inter di Mourinho che si impose per 3-1 ipotecando finale e coppa. I meriti dei nerazzurri furono quelli di annientare i marziani sul piano del fisico, del pressing e dell’intensità. Ma siamo sicuri che non si sia trattato di un caso isolato dovuto ad un periodo di scarsa forma dei campioni catalani?! La prova è data dai successivi incontri del Real di Mourinho contro gli odiati rivali affrontati con la medesima tattica e finiti con la storica manita e con l’eliminazione dalla Champions.

Guardiola è riuscito ad imporre una filosofia in cui il collettivo è più importante delle individualità, a costo di sacrificare soldi e campioni. Basti pensare al bizzoso Eto’o che è stato ceduto, nonostante i suoi 37 gol stagionali, per una questione di feeling col tecnico. Ancora più lampante è l’esempio di Mister Scudetto Ibrahimovic che di adattarsi ad un gioco collettivo non ne voleva proprio sapere, abituato com’era allo schema dell’Inter palla lunga ad Ibra e pedalare, che è stato svenduto un anno dopo il suo arrivo con una minusvalenza di una quarantina di milioni circa...

Il grande merito della società è stato quello di investire nella cantera (le giovanili) e di credere nei giovani talenti. Infatti dell’attuale pluripremiata rosa diversi pilastri sono il frutto della cantera: Messi, Xavi, Iniesta, Puyol, Piqué, Pedro... Molti dei quali rappresentano l’ossatura della nazionale spagnola campione d’Europa e del Mondo in carica.


Tutti i tifosi di Real, Inter, Milan, Mancheter, Chelsea, Juventus rosicano da morire. Ma oggettivamente è difficile immaginarsi un futuro calcistico non a tinte blaugrana. Negli ultimi due anni la casablanca ha tentato a suon di acquisti milionari (Cristiano Ronaldo, Kakà, Benzema, Ozil, Di Maria, Mourinho) di interrompere lo stra potere dei 7 nani di Guardiola riuscendo solamente a strapparle una misera Copa del Rey ai supplementari.

Il gap tra il Barcellona e le altre big d’Europa, ed in particolare le sbiadite grandi squadre a strisce italiane, è al momento incolmabile. Con buona pace dei tifosi rosiconi come me!

Le notizie del giorno: La Juve scommette su Conte, Beppe Signori scommette e basta

Mario Balotelli preoccupa Prandelli. L'attaccante azzurro si è fermato per un problema al ginocchio destro dopo aver disputato appena 13 minuti nel secondo tempo della partitella che l'Italia ha giocato contro l'Under 18 di Evani, in vista del match di venerdì a Modena contro l'Estonia, valido per le qualificazioni a Euro 2012. Subentrato nel secondo tempo, ha fatto cenno a Prandelli e si è poi portato a bordo campo parlando con il c.t. ed il medico azzurro Castellacci.
Poi Balo è uscito, sostituito da Gilardino.

www.gazzetta.it

Condizionavano le partite di calcio così da scommettere facilmente sulla squadra vincente. Sedici persone, tra cui l’ex capitano della Lazio e attaccante della Nazionale, Beppe Signori, sono state arrestate oggi dalla Polizia per aver condizionato il risultato di alcune partite di serie B e Lega Pro. Indagate anche 28 persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.
Nell’inchiesta sono coinvolti calciatori, ex calciatori, titolari di agenzie di scommesse, e liberi professionisti. Gli arresti sono stati eseguiti anche dalla polizia delle Questure di Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli Piceno, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Sono stati perquisite ricevitorie oltre ad uno studio di commercialisti.

www.ilfattoquotidiano.it

È finita la conferenza stampa del nuovo tecnico bianconero che ha firmato un contratto biennale. Le frasi più importanti: riportare la squadra a vincere in Italia e in Europa. Farlo con il bel gioco, con il possesso di palla e imponendo la propria mentalità. Sulla questione mercato è stato molto chiaro Marotta: «Inzieremo una serie di riunioni per capire come muoverci». Alla Juve servono campioni e noi stiamo ragionando con voi su chi sia meglio puntare. Aguero o Sanchez?
Il nuovo tecnico: «Ho in mente identikit, poi tocca alla società». Marotta: «Dopo questa conferenza ci riuniamo in sede e decidiamo cosa fare per il bene della Juve anche a seconda delle idee di Conte. Faremo tutti gli sforzi necessari per soddisfare le idee di Conte. Fare nomi è prematuro, ci sono tante difficoltà e non solo economiche perché bisogna trovare consenso di giocatori e società. La cosa sicura è ci muoveremo di comune accordo per trovare calciatori che facciano al caso di Conte»

www.tuttosport.com

Il processo penale su Calciopoli si avvia, a tappe forzate, verso le sentenze di primo grado. Ieri, dopo quattro udienze e altre sette ore di requisitoria, i pm Giuseppe Narducci e Stefano Capuano hanno letto le proprie richieste di pena per i grandi imputati nel procedimento in corso al tribunale di Napoli. Cinque anni più otto mesi, la pena chiesta per l'ex direttore generale della Juve Luciano Moggi; cinque gli anni per l'allora designatore arbitrale Paolo Bergamo, quattro mesi in meno per l'ex collega Pierluigi Pairetto.

www.lastampa.it

Ecco la sua squadra ideale (4-2-4): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Ziegler; Pirlo, Inler; Krasic, Matri, Quagliarella, Sanchez.
Con-te alla Juventus.
Il nuovo allenatore torna in bianconero dopo 7 anni e ha firmato un contratto biennale: "Non vado allo sbaraglio, questa Juve farà grandi cose".
Sogna Sanchez e rivendica Pirlo: «I grandi trovano sempre posto».
Va bene Home sweet home, ma senza garanzie di costosa ristrutturazione Antonio Conte non avrebbe rimesso piede in quella che per tredici anni è stata casa sua, la Juve: «Tutti sanno che ho grande amore per questi tifosi e questa squadra - racconta nel pomeriggio, dopo aver firmato un biennale - però se non ci fossero state delle basi importanti, non avrei accettato, con tutto il bene che voglio a questo club.

www.calciomercato.com

Anche lo Zenit di Luciano Spalletti è interessato al centrocampista dell'Inter e della nazionale Thiago Motta: lo rende noto il tabloid Tvoi Dien, che cita una fonte del club di San Pietroburgo. "Motta entra davvero nella sfera degli interessi del nostro club, ma è ancora prematuro affermare che il centrocampista firmerà con la nostra società perchè ha ancora un contratto con l'Inter e i dirigenti sono pronti a lasciarlo andare solo in cambio di una somma consistente", ha spiegato la fonte. Secondo Tvoi Dien, lo Zenit è pronto ad offrire per Motta 15 milioni di euro, contro i 20 su cui conterebbe il club di Moratti.

www.corrieredellosport.it

Edoardo Garrone ha parlato anche del passato, e a lungo. Forse la parte più interessante è quella in cui ha ricostruito il divorzio tra suo padre e il direttore generale Giuseppe Marotta, dove ha attribuito ad Antonio Cassano gran parte della responsabilità del venir meno della fiducia di Riccardo Garrone nei confronti di Marotta. Cassano, nel mercato invernale della stagione 2009-2010, stava per passare alla Fiorentina. Ma quando Garrone intervenne per evitare questa cessione, che secondo Garrone jr era dovuta alla difficoltà di conciliare il comportamento del giocatore con le esigenze dello spogliatoio, Cassano, rimasto alla Samp, si vendicò di Marotta e di Del Neri (che lo stava tenendo fuori squadra), rovinando i rapporti tra il massimo dirigente e lo staff tecnico.

www.ilsecoloxix.it

C’è Walter Sabatini, l’uomo scelto personalmente da Thomas DiBenedetto, al comando (sportivo) della Roma. L’ex ds di Lazio e Palermo ha vinto la battaglia della chiarezza, cioè ha ottenuto dai nuovi proprietari del club giallorosso pieni poteri e pure la testa di Giampaolo Montali, che - di fatto - ormai va considerato ex direttore operativo della Roma.
Incassata la fiducia e la possibilità di muoversi senza impedimenti giuridici da parte di nessuno (Daniele Pradè, attuale ds della Roma, ieri ha dato il proprio nulla osta per l’arrivo/presenza di Sabatini), il futuro diesse (lo diventerà ufficialmente il primo luglio) si è (ri)messo al lavoro, organizzando il programma per le prossime ore: oggi o al massimo domani sarà a Barcellona per incontrare Luis Enrique, individuato come prima scelta per la panchina della Roma, poi, a seguire, sarà in Francia per incontrare anche Didier Deschamps, l’alternativa all’allenatore spagnolo.

www.ilmessaggero.it

«Il presidente de Laurentiis vuol tenere tutti i big e questo è un segnale, vogliamo aprire un ciclo e giocarcela con il Milan e con l'Inter, ecco perché credo che non ci saranno cessioni eccellenti». Così Christian Maggio è parso fiducioso sul futuro del suo club i cui tanti giocatori sono da tempo al centro di voci di mercato, su tutti Hamsik.
«Mi dispiacerebbe se lui se ne andasse - ha commentato l'esterno azzurro - è un giocatore importante, a Napoli si è trovato bene, i tifosi sono con lui, io penso che sicuramente resterà».

www.ilmattino.it