martedì 12 luglio 2011

Cannavaro anzi Kannavaro

Il Polpo si indigna e si arrabbia per la memoria a breve termine degli appassionati di calcio italiani e vuole rendere omaggio a Cannavaro che ha annunciato il proprio ritiro dai campi da calcio.


È vero che Fabio Cannavaro giocava a Dubai in un campionato per pensionati solo perché lo ricoprivano d’oro. È vero che è uscito il suo nome in un’indagine a Napoli sulla camorra. È vero che è stato schierato titolare nell’ultimo disastroso mondiale per un debito di riconoscenza di Lippi nei suoi confronti. È vero che Cannavaro è andato via dalla Juve come un vero traditore e ci è tornato perché non aveva nessuna offerta migliore. È vero che da quando è andato a giocare al Real Madrid le sue prestazioni non sono più state all’altezza della sua fama. È vero che in conferenza stampa durante calciopoli difese a spada tratta Moggi ed il suo operato. È vero che si è filmato mentre si faceva una flebo fingendo di doparsi... Ma ricordarsi di Fabio Cannavaro solo per questi fatti sarebbe riduttivo e soprattutto ingiusto nei confronti di quello che è stato uno dei marcatori centrali più forti della storia del calcio ed un grande uomo.

Infatti è altrettanto vero che Fabio Cannavaro da Napoli, fratello maggiore di Paolo, è un pezzo fondamentale della nostra storia calcistica. È vero che Cannavaro a soli 25 anni ha fatto parte con Thuram e Buffon della più forte difesa del Parma di tutti i tempi. È vero che ha un’associazione di beneficenza in coppia con Ferrara che si occupa dei giovani napoletani disagiati. È vero che all’Inter ebbe due stagioni di appannamento ma quando passò alla Juve di Capello fu assolutamente insuperabile per 2 anni. È vero che è stato il Capitano ed autentico trascinatore della Nazionale Azzurra Campione del Mondo e non concesse nemmeno un gol su azione agli avversari. È vero che è il giocatore con più presenze in Nazionale (136) ed il Capitano che ha indossato la fascia più a lungo (79 volte). È vero che è stato l’unico difensore italiano a vincere Pallone d’Oro e FIFA World Player.

Adesso che Fabio si ritira, il Polpo si ricorda di lui come il Kannavaro (cit. telecronaca di Caressa) dei gloriosi mondiali di Germania 2006. Quel fantastico difensore centrale capace di fermare indistintamente Asamoah Gyan, Milan Barros, Andrey Shevchenko, Lucas Podolsky, Miroslav Klose, Thierry Henri e David Trezeguet.


Quel giocatore straordinario che diede la sicurezza a Materazzi di diventare un impeccabile marcatore e la tranquillità a Barzagli di blindare la difesa in emergenza. E poi fu capace di ribaltare l’azione da difensiva in offensiva bloccando l’ultimo disperato attaco tedesco e mandando in rete Del Piero al 122’ della storica semifinale contro i padroni di casa.

Il Polpo non cancellerà mai dalla sua memoria l’immagine di Cannavaro che alza, fiero, la quarta Coppa del mondo azzurra sotto il cielo di Berlino.

Le notizie del giorno: Inler è il leone del Napoli, Cissé sbarca a Roma tra gli olé

Walter Sabatini, il direttore sportivo della Roma, dice che è incedibile, che su di lui la società giallorossa punta ancora e che presto sarà risolta anche la grana del contratto.
Daniele De Rossi, capitan futuro, è però sempre al centro di nuove, insistenti, voci di mercato. Il centrocampista è stato indicato dal nuovo tecnico del Chelsea, Villas Boas, come un possibile sostituto dell'infortunato Michael Essien: pronta un'offerta di circa 40 milioni di euro. Il ghanese resterà lontano dai campi di gioco per circa 6 mesi. Il Chelsea aspetta a giorni una risposta dal Totthenam per Luka Modric, indicato dal tecnico come prima scelta, ma se dovesse arrivare un no, Abramovich è pronto a girare alla Roma i 40 milioni di euro già stanziati per avere De Rossi.

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"La trattativa è durata un bel po', vero? Beh, ma ne è valsa la pena: ho coronato un sogno, grazie al presidente De Laurentiis.
Il mio manager, Dino Lamberti, è di origini napoletane, e dunque potrete capire come io sia cresciuto nel mito del Napoli e di Maradona. Che spettacolo!". "Devo ringraziare l'Udinese e la gente di Udine, che resteranno sempre nel mio cuore, e tutti i club che mi hanno offerto di giocare per loro: è un grande onore, davvero, ma rifiutare Napoli era impossibile. Soprattutto dopo la partita con l'Udinese al San Paolo: i tifosi azzurri mi hanno fatto commuovere. I cori, gli applausi e l'affetto, che mi hanno dedicato sono stati decisivi: quella sera, avevo già scelto il colore della mia nuova vita. L'azzurro! I napoletani hanno segnato il mio cuore e guidato la mia mano: io voglio diventare il giocatore della gente. Io sono uno di voi. Sono un guaglione anche io!

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L'Argentina, e con lei Lionel Messi, ha vinto e convinto con un secco 3-0 sul modesto Costa Rica: squadra ritrovata quindi dopo le modifiche apportate dal ct Sergio 'Chechò Batista, e passaggio ai quarti di finale assicurato, pur al secondo posto del gruppo 'À dietro la sorprendente Colombia.
Un risultato forse scontato questo 3 a 0 col senno di poi, ma che non da l'idea della tensione con cui la squadra anfitrione del torneo ha trascorso i giorni precedenti all'incontro, tensione che andava molto al di là della caratura decisamente inferiore dell'avversario. In uno stadio gremito - il 'Mario Kempes' di Cordoba, di fronte a 57.000 spettatori disposti a mettere da parte ogni riserva iniziale e tifare per la 'Seleccion' - la squadra del 'Checho' Batista ha iniziato subito bene e dopo soli 30 secondi è sembrato già giustificarsi l'inserimento in attacco di Gonzalo Higuain: girata di destro finita però fuori.

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Davanti al dubbio che Pirlo più quattro assaltatori, tra ali e attaccanti, siano compagnia piuttosto temeraria per il pallone di questi tempi, Antonio Conte risponde che c'è chi combina di peggio.
Anzi, di meglio. «Non vorrei fare un esempio irriverente - attacca il tecnico juventino - ma se io guardo il Barcellona, vedo che sette giocatori non sanno difendere, eppure vincono e stravincono. Sette giocatori, sette, non uno. Sono giocatori propensi alla fase offensiva. Xavi e Iniesta non sono interditori; Pedro, Villa e Messi sono attaccanti; Dani Alves è un esterno mascherato da terzino. E Busquets in mezzo al campo è un giocatore molto tattico, molto ordinato. Difendono con tre giocatori effettivi, più il portiere». Se uno deve darsi un modello, o un obiettivo da inseguire, tanto vale scegliersi il migliore. Del resto, come scriveva Paul Gauguin, «l'arte o è plagio o è rivoluzione».

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Al grido di "Olè ole, Cissè Cissè", circa 300 tifosi biancocelesti hanno accolto calorosamente poco dopo le 10 all'aeroporto Leonardo Da Vinci, l'attaccante francese di origini ivoriane, Djibril Cissé che guiderà l'attacco della Lazio nella prossima stagione calcistica. Il ventinovenne attaccante è sbarcato da un volo Aegean da Atene. Giacca nera con spolverino lucido, maglietta nera, bermuda grigi e delle eccentriche scarpe zebrate: così si è presentato all'arrivo Cissé, sorridente, stupito per la festosa accoglienza, che ha subito posato e firmato autografi per le decine di operatori aeroportuali tifosi della Lazio, che lo hanno letteralmente scortato fin dall'uscita dell'aereo. Particolarmente simpatico l'incontro con un ragazzo disabile in carrozzella con cui ha scherzato e ha firmato autografi.

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“Se la squadra decide di vendermi, andrò dove mi diranno di andare. Però mi dispiacerebbe. Ci siamo trovati così bene, e Milano e l’Inter mi mancheranno. Ma il calcio è così. Quando fui ceduto dal Real Madrid all’Inter, avrei preferito restare in Spagna”. Wesley Sneijder, intervistato da Vanity Fair insieme alla moglie Yolanthe, ripete più volte di voler rimanere in maglia nerazzurra anche la prossima stagione.
Ma il mercato è lungo e, come dice lo stesso tecnico Gian Piero Gasperini, è difficile prevedere quello che succederà da qui a fine agosto. Su Sneijder c’è il forte interesse del Manchester United, disposto a sborsare 39 milioni di euro. Quando sente il nome dello United, l’olandese alza le spalle come per dire “sarà quel che sarà”, mentre la moglie è più loquace: “Manchester? Non ci sono mai stata. Se dovremo trasferirci lì, mi informerò”.

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lunedì 11 luglio 2011

Le notizie del giorno: Eto’o resta all’Inter, la Fiorentina ci prova con Aquilani

Comincia oggi ufficialmente la stagione 2011-2012 dell'Inter. Il pullman della formazione nerazzurra è partito dal centro sportivo Angelo Moratti di Appiano Gentile per raggiungere Pinzolo, sede del ritiro.
Il tecnico Gian Piero Gasperini, lo staff e i giocatori hanno raggiunto l'hotel per il pranzo e sono scei in campo, allo stadio Pineta, per la prima seduta di allenamento. Già presenti tanti tifosi ad accogliere la squadra. I nerazzurri hanno fatto il loro ingresso tra le urla di approvazione, che hanno accolto soprattutto Etòo e il possibile partente Wesley Sneijder, invitato a più riprese a restare a Milano.

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Domani, il consiglio di amministrazione del Paris Saint Germain potrebbe annunciare formalmente l’arrivo di Leonardo e allo stesso tempo spingere verso l’uscita il presidente Robin Leproux, poco incline a limitare il proprio campo d’azione a vantaggio del brasiliano. Di sicuro, comunque, il club della capitale ha perso giorni preziosi sul mercato. Le squadre di Ligue 1 sono al lavoro da settimane e stanno ormai limando le rose in vista della stagione che riprenderà il 6 agosto. Il Lilla per esempio spera sempre di tenersi stretto Eden Hazard, già in gol sabato nella prima amichevole estiva. Il Marsiglia è praticamente al completo. Sto bene qui, per ora”. Eden Hazard lascia ben sperare tifosi e dirigenti del Lilla ma non chiude la porta a nuovi orizzonti.

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La sentenza di Milano sul Lodo Mondadori potrebbe fare male alla Fininvest e malissimo al Milan, che è controllato al 100% dalla holding di casa Berlusconi. Secondo quanto riportato da Repubblica, che avrebbe raccolto una confidenza fatta dal presidente del Consiglio a un dirigente del Pdl, tira aria di burrasca a Milanello e dintorni. Berlusconi starebbe seriamente pensando alla possibilità di cedere una parte importante del Milan (si parla del 51%) per figurare nell’organigramma della nuova società esclusivamente come presidente onorario. Non uno, bensì due passi indietro rispetto a una passione intensissima che il Cavaliere coltiva con cura ed attenzione dal lontano 1986, quando decise di diventare il numero uno del Diavolo.

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L’operazione top player, pur tra mille difficoltà, non è vissuta dai bianconeri come una missione impossibile, tutt’altro. Ma ogni strategia ha i suoi tempi, i suoi alti e bassi.
Motivo per cui Rossi, che ieri ha annunciato i test fisici in vista del raduno con i compagni, non si è sbilanciato quando sembrava a un passo dal Barcellona e non lo fa adesso che sembra a un passo dalla Juventus. In corso Galileo Ferraris c’è un certo ottimismo e anche nell’entourage del giocatore. Per il Villarreal sono pronti una ventina di milioni più un giocatore ( Felipe Melo o Motta). Qui, per l’appunto, dovrà essere efficace l’opera di mediazione dell’agente, che dovrà scalfire l’intransigenza del club iberico sui 30 milioni non trattabili.

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Le nazionali di Cile, Perù e Venezuela si sono qualifiate per i quarti di finale della Coppa America senza ancora essere scese in campo per le partite della terza giornata della fase a gironi della Coppa America. Il tutto grazie alla vittoria odierna della Colombia sulla Bolivia per 2-0. Con 4 punti a testa il Cile (girone C), il Perù (girone C) e la "Vinotinto" venezuelana (girone B) chiuderanno o al secondo posto dei rispettivi gruppi o passeranno comunque fra le migliori terze.
Nel gruppo A la Colombia si è già qualificata ai quarti come prima in classifica, e la Bolivia è eliminata. Argentina (2 punti) e Costa Rica (3 punti) si affronteranno stasera (ora di Buenos Aires) per determinare il secondo posto del raggruppamento. Ma comunque vada a finire la terza in classifica del loro girone avrà al massimo 3 punti, il che provoca la qualificazione senza giocare di Cile, Perù e Venezuela, che sono già a quota 4 nelle altre due "poule".

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Pronti, via. Scatta la nuova stagione. Atto primo: la Fiorentina oggi si ritroverà per le visite mediche e i test fisici.
Ma la mente è anche altrove. La Fiorentina infatti sta decidendo di gio­carsi la carta Alberto Aquilani. Il venti­settenne romano è l'ultima idea del di­rettore sportivo viola Pantaleo Corvino. A dire il vero, si tratta di un vecchio so­gno, sul quale è tornato a lavorare. La sua è stata una virata repentina. Il Li­verpool non ha intenzione di rinnovare al giocatore la propria fiducia, lo ha det­to chiaramente pure il tecnico dei Reds, Kenny Dalglish. Alberto, però, ha asso­luto bisogno di un club in grado di ga­rantirgli prospettive di gioco, quelle ne­cessarie per convincere il commissario tecnico azzurro Cesare Prandelli a con­vocarlo ai prossimi Europei.

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venerdì 8 luglio 2011

Le notizie del giorno: le spiegazioni di Leonardo e la voglia di Lamela

Sorridente come sempre e per nulla impacciato Leonardo, ex tecnico dell'Inter, dà la sua versione dei fatti sull'addio ai colori nerazzurri.
Il prossimo colletto bianco del PSG dopo quasi un mese di silenzio spiega: "Ho fatto fatica convocare conferenza stampa perché di solito si fanno prima di una gara. Ma, per tutto quello che è accaduto nell'ultimo mese, mi sembrava giusto parlare e spiegare come sono andate le cose. E' stato un mese agitato, due anni molto agitati. Non voglio dilungarmi, voglio raccontare". Ecco la Leonardo story: "La verità che quando è finita la coppa Italia ero molto felice per la conquista del titolo e anche per i sei mesi di Inter. Sei mesi intensi. Ero molto felice e avevo già organizzato la mia vita, avrei fatto dieci giorni in Sardegna e 20 in Brasile a casa mia a Ipanema".

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Wesley Sneijder scatena un'asta europea: ieri il Manchester United si è fatto avanti con un'offerta da 39 milioni di euro; questo pomeriggio è toccato agli spagnoli del Malaga rilanciare, anche se al ribasso, con un pacchetto da 35 milioni più premi. Il Malaga degli sceicchi punta a diventare il City di Spagna, e quindi intende costruire una squadra grandi firme.
Il Siena ha raggiunto l'accordo con l'Udinese per il trasferimento di Gaetano D'Agostino in Toscana (in comproprietà). Per l'ufficializzazione, adesso si attende soltanto il sì del giocatore, che potrebbe arrivare nelle prossime ore. Il Siena ha battuto la concorrenza del Bologna.

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Partenza a fari spenti: è la linea scelta dalla Juventus per ricominciare la stagione del riscatto.
Niente bagni di folla nè presentazioni ufficiali, fino all'11 luglio: la squadra si è radunata in privato, a Vinovo, per partire nel primo pomeriggio per Bardonecchia, sede del ritiro estivo, dove è stata accolta da un centinaio di persone. Alle 17 è iniziato il primo allenamento dell'era-Conte sul campo valsusino. È una Juventus-cantiere più che mai aperto, che attende l'annuncio di nuovi acquisti, possibilmente qualche big. E che si porta dietro giocatori che non rientrano nei piani dell'allenatore (Grygera, Motta, Grosso, Sissoko, Melo, Iaquinta, Amauri, Martinez), ma che finora la società non è riuscita a collocare altrove. Nemmeno, forse, per la tournee in America (dal 19 luglio al 1 agosto) si vedrà la Juventus definitiva, soprattutto se tra i nuovi acquisti ci sarà un sudamericano impegnato nella Coppa America (due di questi potrebbero essere Aguero e Vidal, ma potrebbe uscire un nome a sorpresa da un momento all'altro).

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Colpo di scena nella sera. Il colpo che sembrava lontano, improvvi­samente diventa realtà: accordo fatto per Miguel Angel Britos, difensore uru­guaiano di 26 anni.
Al Bologna andran­no 7 milioni più Aronica e Sosa, e se i due non dovessero accettare il Napoli è pronto a investire altro denaro per non farsi sfuggire il giocatore che Mazzarri insegue da tempo. Un altro colpo nel mercato del Napoli, un colpo che si ag­giunge a quelli già portati a termine di Donadel, Dzemaili e Rosati. E non fini­sce qui...

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«Voglio solo la Roma, sono venuto in Italia perché spero di diventare presto un vostro giocatore». Poche parole, ma tanto chiare in una telefonata di Erik Lamela da Milano, dove è sbarcato ieri prima di raggiungere in serata la capitale, a Walter Sabatini. La dichiarazione del diciannovenne rende meno faticoso il braccio di ferro con il River Plate, rappresentato nella capitale dal legale Daniel Crespo.
Nell’incontro in mattinata l’avvocato ha valutato «seria e interessante» l’offerta del club giallorosso che, nel tardo pomeriggio, è stata poi messa per iscritto e inviata oltreoceano con un’email. Proprio dall’Argentina oggi si presenterà qui anche Daniel Passarella, presidente della società di Buenos Aires, per partecipare di persona alla fase cruciale che può portare alla fumata bianca.

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giovedì 7 luglio 2011

Le notizie del giorno: Agnelli chiede una decisione alla FIGC, Moratti chiede rispetto

Sono pronti 39 milioni di euro, invece, per Wesley Sneijder; a pagarli sarebbero disposti gli uomini mercato del Manchester United.
Nonostante sia tornato al Genoa, potrebbe esserci ancora un futuro in nerazzurro per il centrocampista marocchino Houssine Kharja. Il giocatore è seguito da Fiorentina, Napoli e Paris Saint Germain, ma il suo agente, Giuseppe Galli, non si sente di escludere un ritorno a Milano. A proposito del Genoa, i rossoblù liguri hanno ufficializzato l'ingaggio del nazionale svedese Andreas Granqvist, classe 1985, difensore, e dell'attaccante Sebastia'n Ribas.

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Sempre peggio. L’Argentina continua a deludere. La Seleccion non va oltre lo 0-0 contro la Colombia e, alla fine, può anche essere soddisfatta per il risultato visto che le migliori occasioni da gol le ha avute la nazionale di Gomez. Messi e compagni sono usciti dallo stadio di Santa Fè accompagnati da bordate di fischi e ora per andare avanti in questa Coppa America dovranno a ogni costo battere Costarica. Una situazione veramente incredibile per la grande favorita del torneo.
INGABBIATI — La Colombia schierata con un saggio 4-1-4-1 riesce a ingabbiare Messi e a ripartire con micidiali contropiedi. Ottimo il lavoro di Falcao (uno dei gioielli del Porto di Villas Boas) abile nel far salire la squadra e nel proporsi come trampolino di lancio per le incursioni dei compagni.

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«Uno stadio che può cambiare il calcio italiano».
Andrea Agnelli, presidente della Juventus, saluta così la nuova casa bianconera, teatro della presentazione delle divise per la stagione 2011/2012. «Un evento importante, all'interno della nostra nuova casa, in uno stadio che pensiamo possa cambiare il calcio italiano - le parole d'esordio di Agnelli - Siamo nel luogo più intimo di uno stadio, lo spogliatoio della squadra di casa. Siamo nell'essenza dello stadio che ci accompagnerà per tanti anni, felicissimo ritorno in questa zona della città per tornare ai risultati ottenuti proprio qui in questa zona, da qui parte la nostra stagione, con la presentazione delle maglie simbolo del legame con la Nike che durerà ancora per molti anni».

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Ci fosse ancora Josè Mourinho, probabilmente riproporrebbe uno dei suoi slogan più apprezzati dal popolo nerazzurro: «Sento il rumore dei nemici...». Guarda caso, quel messaggio era rivolto soprattutto all'universo juventino. Oggi, a distanza di un paio d'anni, Massimo Moratti si sente (ancora) accerchiato dai nemici e non ha alcun timore nel sottolinearlo. Intervistato da Inter Channel, il presidente nerazzurro ha ripetuto il concetto un paio volte. Prima, con riferimento alle istituzioni: «Non siamo abituati ad avere tanti amici». E poi al campo e a ciò che attenderà l'Inter nella prossima stagione: «Visto che, mi sembra di capire, non raccogliamo particolari simpatie in giro, dovremo soprattutto badare a noi stessi».

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«Sono passati tanti anni, la continua evoluzione della situazione ci fa piacere. Noi l'abbiamo già vinto sul campo, se ce lo restituissero sarebbe come rivincerlo un'altra volta.
La storia cambia, la Juve in cui arrivavo aveva un predominio più che legittimo sia italiano che europeo, questa è una Juve che sta cercando di rifare lo stesso percorso. Credo che i propositi siano buoni e che la società abbia fatto tanto per tornare ai fasti precedenti. Pirlo? Sempre stato un avversario, mai un nemico, ci conosciamo dai tempi dell'U15. Sono sicuro che la Juve aveva bisogno di un giocatore con le sue qualità e pensavamo tutti che Andrea fosse l'acquisto più giusto». Felice dell'arrivo di Pirlo anche Del Piero, che «aspetta sviluppi» sul 2006.

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Cissè alla Lazio è ormai solo questione di ore, al massimo di qualche giorno.
Nella giornata di ieri è praticamente arrivata la chiusura della trattativa tra i biancocelesti ed il Panathinaikos (6 milioni per il club greco), e l’agente del calciatore, Philippe Piola, era gia’ pronto a sbarcare nella Capitale per definire gli ultimi dettagli dell’affare (quadriennale a 2,1 milioni a stagione), ma l’operazione ha subito un piccolo intoppo, che ritarda l’operazione Cisse’ e anche l’ufficialita’ di Cana, che oggi ha completato le sue visite mediche e domani partira’ per il ritiro.

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mercoledì 6 luglio 2011

Le notizie del giorno: la Juve vira su Rossi e Gasperini si presenta

Gian Piero Gasperini si presenta: "Bel gioco e risultati", questa la sua Inter.
Una squadra "forte già così com'è" senza necessità di grandi acquisti sul mercato. In arrivo c'è Alvarez "un grande calciatore. Sneijder? Lo vorrei tenere". Con il neo tecnico anche il direttore sportivo Marco Branca e il vice direttore generale Stefano Filucchi. Gasperini risponde con toni sereni e fermi e si cancella dalla pelle i colori bianconeri: "Juve? Sono più legato ai colori di Genoa e Crotone". Poche parole sui predecessori: "Non guardo al passato". E sui dirimpettai rossoneri? "Milan? Quando una squadra arriva davanti è fastidioso e lo è di più quando è della stessa città".

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Il Consiglio Federale della Figc ha dato il via libera per il ripristino del secondo extracomunitario in Serie A a partire dalla prossima stagione. La nuova regola prevede che le squadre della massima serie possano ingaggiare fino a due nuovi extracomunitari, provenienti da federazioni straniere, a stagione. Ma a ogni ingresso deve corrispondere la cessione di un extracomunitario in organico.
le parole di abete — "Su richiesta della Lega A il consiglio federale ha approvato una norma che consentirá, per la stagione 2011-2012, la sostituzione di due extracomunitari per le societá di serie A, limitando le fattispecie relative alla sostituibilitá dei calciatori con primo contratto da professionisti".

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Al prezzo d'etichetta, 45 milioni di euro, che invece il Manchester City sostiene di poter sborsare, «El Kun» Aguero resterà un bel cartone animato, e mai diventerà un giocatore della Juve. «Abbiamo soldi, ma non soldi da buttare via», è sostanzialmente il messaggio dalla casa bianconera: cioè, se per l'attaccante argentino dell'Atletico Madrid asta sarà, come sembra a ogni giorno che passa, i bianconeri si sono già ritirati.
E hanno cominciato a dare un'occhiata alla mappa del piano B, quello che porta a Giuseppe Rossi: inversione tanto probabile che la dirigenza ne ha parlato anche con Antonio Conte. E a lui «El Pepito» va bene comunque.
Non è un caso, allora, se stamattina l'ad Beppe Marotta ha rinunciato a prendere l'aereo per la Spagna: in ogni caso, non avrebbe potuto impacchettare Aguero.

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È stato chiuso l'accordo per portare a Milano Ricky Alvarez, ormai praticamente nerazzurro. Manca solo l'annuncio ufficiale ma il colpo di mercato è stato brillantemente portato a termine. Alvarez ha 23 anni ed è considerato uno dei talenti emergenti argentini.
A lui era interessati anche Arsenal, Roma, Palermo e Malaga. Non si è sbilanciato con la stampa argentina, il giovane fantasista: «Tutti dicono che siamo molto vicini, ma insieme al mio procuratore abbiamo deciso di non dire nulla fino a quando le cose non saranno fatte. Posso soltanto dire di essere molto grato a Zanetti per quello che ha fatto per me».

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C’è una partita di serie A seguita a vista da due clan rivali. Due cartelli in guerra che si affrettano a puntare soldi su risultati differenti: stessa tecnica di scommettitori seriali, più o meno gli stessi soldi investiti, convinzioni uguali e contrarie quanto al risultato finale. Un clan punta sulla vittoria di una squadra, un altro scommette sul risultato inverso. Calcio e camorra, l’inchiesta prende consistenza.
Giorno dopo giorno arrivano altri indizi. Clan D’Alessandro, la storia si fa via via più complessa, a cominciare dai numeri. Da qualche giorno, ai piani alti della Procura di Napoli, l’attenzione si è concentrata su un numero di partite impensabile fino a qualche mese fa: duecento match disputati nel corso della stagione calcistica da poco conclusa.

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martedì 5 luglio 2011

Le notizie del giorno: Palazzi dimostra che anche l'Inter rubava

La prescrizione salva l'Inter. Per il procuratore federale Stefano Palazzi, infatti, la società nerazzurra e l'allora presidente Giacinto Facchetti sono colpevoli di illecito sportivo relativamente all'inchiesta su "Calciopoli bis", quella dei fatti del 2006, emersi dalle intercettazioni portate alla luce durante il processo penale di Napoli.
E' quanto risulta dalle motivazioni della sentenza che ha portato all'assoluzione, per prescrizione, di tutti gli imputati. Palazzi spiega anche, relativamente all'esposto della Juventus che ha chiesto la revoca dello scudetto 2006 assegnato all'Inter, che non si può più intervenire per via disciplinare. Sarà quindi, come era già emerso venerdì scorso, il Consiglio federale a discuterne nella riunione in calendario il 18 luglio: non è escluso però che per la decisione si dovrà aspettare ancora, oltre quella data.

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Colpevoli di illecito: Aldo Spinelli e Giacinto Facchetti, presidenti rispettivamente di Livorno e Inter.
Colpevoli invece di aver violato l’articolo 1 del codice di giustizia sportiva che riguarda l’obbligo di lealtà dei tesserati: Luca Campedelli (presidente del Chievo), Massimo Cellino (presidente del Cagliari), Fabrizio Corsi (presidente dell’Empoli), Nello Governato (dirigente del Brescia), Sergio Gasparin (direttore sportivo del Vicenza), Rino Foschi (direttore sportivo del Palermo) e Luciano Spalletti (allenatore dell’Udinese). Il procuratore federale Stefano Palazzi consegna la relazione in merito ai fatti oggetto di indagine dell’inchiesta “Calciopoli bis” e chiarisce come sarebbero dovute andare le cose se non fossero maturati i tempi della prescrizione che hanno portato all’assoluzione di tutti gli imputati sopra citati.

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"A noi vogliono radiarci per la violazione dell'articolo 1, l'Inter ha oltrepassati i limiti con l'articolo 6, che è anche più grave. Non credo proprio che la cosiddetta 'banda degli onesti', possa ancora chiamarsi così": Luciano Moggi, l'ex direttore generale della Juventus imputato principale di Calciopoli, commenta così a Radio 24 la relazione del procuratore della Federcalcio Stefano Palazzi su 'Calciopoli bis' e lo scudetto 2006, assegnato a tavolino all'Inter.
"Sulla vicenda dello scudetto non ho alcun parere - dichiara Moggi - dovrà deciderlo la Federazione, che certo dovrà riflettere su quello che ha fatto nel 2006. Non mi sembra che allora sia stato fatto un buon lavoro". "L'illecito dell'Inter non mi sorprende, e sono contento che dal processo di Napoli sia almeno emersa qualche verità. Non ho alcuna sensazione di rivincita, ho solo la voglia e il desiderio di difendermi", conclude Moggi.

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Ecco l'Inter secondo Palazzi, allora: «Questo Ufficio ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di cui all'articolo 1 (slealtà sportiva ndr), comma 1, CGS (codice di giustizia sportiva, ndr), anche dell'oggetto protetto dalla norma di cui all'articolo 6 (illecito sportivo, ndr), comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale F.C. mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità e indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale». Le colpe di Giacinto Facchetti, all'epoca presidente nerazzurro, avrebbero come da norme travolto il club: «Oltre alla responsabilità dei singoli tesserati, ne conseguirebbe, sempre ove non operasse il maturato termine prescrizionale, anche la responsabilità diretta e presunta della società ai sensi dei previgenti artt. 6, 9, comma 3, e 2, comma 4, CGS».

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«Nell'ultima stagione ho disputato buone prestazioni, ma spero di fare ancora meglio il prossimo anno perchè mi aspetta una sfida davvero affascinante con la Lazio. Non vedo l'ora d'indossare la maglia biancoceleste, prenderò la numero 19».
Firma e visite mediche, poi non ci sarà più nessun ostacolo per il 27enne albanese, che per arrivare a Roma si è ridotto l'ingaggio di 800mila euro: guadagnerà 1,7 milioni a stagione sino al 2016. «Ho sempre avuto una sola idea in testa - ha aggiunto - andare alla Lazio era la cosa migliore per me. È un grande club con dei tifosi fantastici. Tra l'altro disputerò l'Europa League e ce la giocheremo con le formazioni più importanti della serie A. In Turchia ho vissuto momenti difficili, ma il Galatasaray rimarrà nel mio cuore. Certo dall'Italia sarò più vicino al mio paese, l'Albania, e alla mia famiglia. E questo è un bene».

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L'avvocato Roberto Cappelli è stato nominato dal consiglio d'amministrazione della Roma presidente della società di calcio giallorossa. Il ruolo di amministratore delegato è stato invece conferito a Claudio Fenucci. Fenucci avrà i poteri e le deleghe per gestire la società fino alla fine della trattativa tra Unicredit e il consorzio Usa, prevista per metà luglio. Dibenedetto arriverà a Roma prima del raduno, l'11 o il 12 luglio.
«Il cda ha inoltre nominato un comitato esecutivo per le decisioni più urgenti - ha spiegato Cappelli, dopo aver annunciato le due nomine al termine del cda - Questa struttura di governance accompagnerà la società fino alla chiusura degli accordi con gli americani». Il comitato esecutivo è composto dal presidente, dall'amministratore delegato, da Paolo Fiorentino, numero due di Unicredit, e da Mauro Baldissoni.

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