mercoledì 25 maggio 2011

Maronna che finale

Ed alla fine tutto è bene quel che finisce bene.
E come nei migliori film prodotti dalla Filmauro Walter Mazzarri ed il Presidente Aurelio De Laurentiis hanno trovato un accordo per proseguire il rapporto. Mazzarri sarà ancora l’allenatore del Napoli per la prossima stagione.

Ma il bello è che il contratto del phonatissimo mister scade alla fine del campionato 2011-2012. Ma allora perchè si è creato questo caso che ha gettato un’ombra sul buon finale di campionato degli azzurri? Tutta la Piazza napoletana è entusiasta dell’ottimo lavoro condotto dal grintoso tecnico di San Vincenzo che è riuscito a portare una discreta squadra ai vertici della Serie A ed a conquistare una qualificazione in Champions che mancava dai tempi dell’indimenticato Maradona. Ma allora perchè c’erano dubbi sulla sua permanenza alla guida della squadra partenopea? Il Polpo credo che il buon Mourinho abbia fatto scuola... Vi ricordate quando al termine del suo primo (positivo) campionato sulla panchina nerazzurra il tecnico portoghese si dichiarava scettico sulle sue possibilità di permanenza all’Inter nonostante avesse un contratto triennale? Alla fine Mourinho vinse lo scudetto ed un cospicuo aumento di ingaggio da parte del solito allocco Moratti. Il Polpo ritiene che Mazzarri sia un grande tecnico, sicuramente uno dei migliori tra gli emergenti. Ha centrato una promozione in Serie A col Livorno dopo 55 anni, ha salvato la Reggina a più riprese nonostante le continue cessioni del Presidente Foti ed una pesante penalità di punti, è riuscito a far ragione Cassano (che forse è la sua impresa più grande) e ha portato la Samp in Uefa. Ma soprattutto è un grande opportunista!

Secondo il Polpo Mazzarri, abilmente consigliato dal suo procuratore, ha capito che una stagione come quella appena trascorsa doveva essere monetizzata nel migliore dei modi. Allora gli si sono aperte due strade: cambiare panchina a favore di una più prestigiosa, quindi più remunerativa, oppure pretendere un dovuto ritocco dell’ingaggio. Walter ha iniziato un antipatico tira e molla con la società in cui non si dichiarava più sicuro di proseguire la sua avventura alla guida del Napoli. “Certi discorsi si fanno solo a fine stagione”, “bisogna vedere se ci sono ancora i presupposti per andare avanti”. Mazzarri, vista la disastrosa stagione della Juventus ed il sicuro siluramento del suo tecnico, ha sperato di potere compiere il salto di qualità accasandosi sulla panchina bianconera e guadagnando uno stipendio da top manager che a Torino, di questi tempi, non si rifiuta a nessuno e salutare Napoli e la Champions. Permettete al cefalopode di dire che non capisce perchè la Juventus sia considerata una squadra superiore al Napoli se negli ultimi 2 campionati le è finita puntualmente alle spalle?! Però quei drittoni di Agnelli e Marotta hanno scelto di sostituire Delneri con Antonio Conte con buona pace dell’ex fantasista della Fiorentina. A questo punto, Mazzarri ed il suo entourage si sono trovati costretti ad un dietro front ed a cambiare atteggiamente nei confronti della squadra partenopea e del suo presidente narcisista. Le dichiarazioni hanno iniziato a cambiare registro: “non ho mai detto di volere andare via da Napoli”, “sono disposto a rimanere”. Puntualmente tra lunedì e martedì Mazzarri e De Laurentis si sono incontrati ed hanno deciso di continuare il loro rapporto di lavoro. Adesso è ovvio che tutti i tifosi azzurri siano molto felici della conferma del bravissimo tecnico toscano ma almeno il Polpo chiede di non parlargli di sentimenti e di amore perchè in questa storia col lieto fine l’amore ed i buoni sentimenti c’entrano davvero poco!
THE END
FILMAURO PRODUCTION

Le notizie del giorno: la pelata di Spalletti e i bisnonni di Ribas

ROMA - Un altro passo verso la cessione. L'Antitrust si è pronunciato oggi a favore dell'accordo di acquisto della Roma da Roma 2000, da parte di Neep Roma Holding, società partecipata da DiBenedetto e soci e Unicredit.

SABATINI A TRIGORIA - Intanto, però, le operazioni sono già iniziate: appuntamento alla prossima settimana. Per la scelta del tecnico, rimandata a dopo la finale di Champions. Anche perché soltanto da domani sarà possibile registrare schiarite sulle sorti a breve termine: Sabatini è segnalato di rientro (ma al riguardo ancora non ci sono certezze) dall'Argentina: una volta a Roma, è atteso a Trigoria - anche se gli attuali vertici del club non hanno ricevuto comunicazioni al riguardo - per iniziare a stringere i primissimi contatti con la squadra, conoscere i giocatori, e, soprattutto, iniziare a sbrigliare le situazioni meno semplici. Inevitabile che, al primo punto dell'agenda, compaia il nome di Daniele De Rossi. Nei giorni scorsi Daniele, a qualche compagno preoccupato di non trovarlo ancora a Trigoria la prossima stagione, ha confidato che la sua intenzione è quella di restare dove è cresciuto, con l'unica maglia indossata.

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Fumata bianca. Kevin Prince Boateng è interamente del Milan. Il club rossonero ha trovato l'accordo col Genoa per prelevare l'intero cartellino di del centrocampista ghanese.

Boateng è rientrato in un discorso di mercato più largo in cui sono rientrati anche Paloschi e Amelia, divenuti interamente del Milan, Papastathopoulos, passato del tutto al Genoa, ed il giovane attaccante Beretta, ceduto in comproprietà ai rossoblu.

http://www.repubblica.it

Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, risponde così a due delle tantissime domande nell'intervista che "Le Iene" trasmetteranno domani. Spicca il giudizio sullo Special One, tecnico del Real Madrid: "Ogni tanto è patetico. Ripete sempre continuamente le stesse cose, diventa anche banale. Credo che sia molto bravo ma dietro la sua arroganza nasconde delle insicurezze"

Allegri si esprime anche su altri colleghi: "Il punto debole di Leonardo? Troppo gentiluomo. Del Neri? Integralista. Spalletti? Pelato. Prandelli? Diplomatico. Mazzarri? Incazzoso". Il tecnico del Milan elogia i ruoi ragazzi "sono stati eccezionali" e di se stesso dice: "Ho fatto meno danni del solito e se mi devo attribuire una percentuale di merito per la vittoria dello scudetto direi un buon 5%". Allegri assicura di non aver mai pensato di non farcela, risponde ad alcune domande sul caratteri dei suoi giocatori e dice: "Il più simpatico? Robinho è buffo, Cassano è simpatico a modo suo, Nesta è molto ironico…Il più figo è Ambrosini, il più rimorchione Flamini, il più furbo Robinho, il più viziato Pato. Il più comunista? Credo che non ce ne siano al Milan». Poi domande su Ibra e sulla sua tendenza a... "sbroccare": "Si incazza troppo con se stesso e ogni tanto si incazza anche con gli altri…".

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In attesa del passaporto francese, Bastos prepara le valige. Direzione Juve: “Portare la maglia bianconera come l’hanno fatto Zidane, Viera o ancora Del Piero è straordinario. Il progetto Juve è straordinario”.

“Dopo il doublé, forse è il momento ideale per andarsene”. Sono le parole Yohan Cabaye, 25 anni, uno dei fautori dello scudetto del Lilla, uno dei migliori centrocampisti di Ligue 1, elogiato anche da France Football che oggi parla di rischio saccheggio per i neocampioni.

“Mi sento italiano, i miei bisnonni materni sono italiani, ho un passaporto italiano, la Serie A mi ha dato molto e spero di tornarci, ai massimi livelli”. Così l’ex promessa interista Sebastian Ribas, 23 anni, prepara il ritorno nel campionato italiano. Il Genoa ci ha messo le mani sopra.

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Andrea Pirlo sarà un giocatore della Juventus per i prossimi tre anni. L'ex centrocampista del Milan ha firmato un contratto triennale con la società bianconera. Lo rende noto la società in una nota.

"La Juventus comunica di aver raggiunto un accordo con Andrea Pirlo. Il giocatore ha firmato un contratto che lo lega alla società bianconera dal 1° luglio 2011 al 30 giugno 2014", si legge. Domani la presentazione del giocatore dopo che nella giornata di martedì il centrocampista aveva effettyato gli esami di rito presso la clinica Fornaca e l'Istituto di medicina dello sport allo stadio Olimpico.

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Curva Maratona esaurita in appena tre ore, 8.000 biglietti staccati nel primo giorno di prevendita e un incessante tam-tam per riempire l'Olimpico nello spareggio degli spareggi. La febbre Toro è scoppiata all'improvviso, ma promette di rendere ancora più bollente la partita con il Padova.


http://www3.lastampa.it

Aurelio De Laurentiis a tutto campo. Nel giorno del suo compleanno e dopo la pace con Mazzarri che ha fatto definitivamente chiarezza sul futuro del Napoli, il presidente azzurro ha raccontato i retroscena dell'incontro svelando piani e progetti per il futuro in un lungo intervento a Radio Marte.

"Sono per la continuità, avevamo detto che ci saremmo chiariti a fine campionato e con grande puntualità ieri l'ho fatto. Sono rientrato da Torino e ci siamo chiariti. Abbiamo fortificato il nostro rapporto, si va avanti sempre più forti".

Si parla di Inler e Sanchez. Il cileno è un sogno: «Tutti sono realizzabili nella vita, comunque qua a Napoli 'cca' nisciun è fess', quindi noi dobbiamo capire le convenienze di fare determinati acquisti. So perfettamente che devo rafforzare il centrocampo. Abbiamo tre competizioni, quindi devo orientarmi verso tre situazioni. Non parlo solo di Inler: se arriva lui, non abbiamo risolto i problemi. Abbiamo acquisito un ottimo professionista, ma a livello di investimento non c'è. Ci sarebbbe solo la resa immediata. Non dobbiamo pensare solo ad Inler, ne servono 4.

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Genova - Adesso anche Paulo Bento lo trascura ed è un problema ulteriore per il Genoa, che dovrà decidere a breve il futuro di Miguel Veloso. Il commissario tecnico del Portogallo, antico maestro e (quasi) inossidabile estimatore del centrocampista, lo aveva sempre convocato, anche quando le condizioni atletiche erano maggiormente precarie. Ma per il match di qualificazione a Euro 2012 contro la Norvegia, il 4 giugno, dopo averlo inserito nelle pre-convocazioni, lo ha escluso dall’elenco dei 23.

Enrico Preziosi, d’altra parte, aveva pesantemente criticato l’atteggiamento di Veloso a fine 2010 (così come quello di Houssine Kharja, di lì a poco passato all’Inter): «Se non cambia, non c’è spazio qui al Genoa». Il presidente aveva chiesto al centrocampista di dare segnali significativi entro il termine del campionato. In primis sotto il profilo della forma, sempre carente in Italia, con sovrappeso mai eliminato completamente.

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Non si fa fatica a immaginare uno scenario del genere. Baldini (da Londra) chiama Sabatini (a Buenos Aires) e gli dice: il Chelsea ha cacciato Ancelotti. E l’altro: allora? Baldini, conclusivo: pensiamoci. Ecco, la Roma ci sta pensando, anche se una soluzione positiva appare difficile, lontana, sfumata. Bella, però, e accattivante.

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Mario Balotelli fa infuriare una volta di piu’ i dirigenti del Manchester City. Secondo quanto racconta il tabloid “The Sun”, l’attaccante, ieri comparso in Lega col suo agente Mino Raiola, e’ partito alla volta di Milano subito dopo la partita vinta col Bolton, snobbando non solo la parata di ieri sera, tra le strade di Manchester, per festeggiare la conquista della FA Cup ma anche la cena di fine stagione in programma domenica sera e dove avrebbe dovuto anche ricevere il premio di “Miglior giovane dell’anno” assegnato dai tifosi del City.

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Clarence Seedorf e il Milan non si mollano. E' durato poco l'incontro fra l'olandese e Adriano Galliani questa mattina nella sede rossonera in via Turati a Milano. Appena il tempo per firmare il rinnovo del contratto che allunga al 30 giugno 2012 il sodalizio con il centrocampista.

Va o resta? E' il dubbio amletico dei tifosi della Juve. Franco Zavaglia, agente del centrocampista della Juventus Alberto Aquilani, in collegamento con RadioRadio Tv non è pessimista: "Percentuale che Aquilani resti alla Juventus? Sopra il 50%. Ha tre anni di contratto con il Liverpool. In linea di massima penso che da qui a qualche giorno le due società si metteranno d'accordo".

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martedì 24 maggio 2011

Conte per ripartire

Sembra ormai chiaro a tutti che Antonio Conte sarà il prossimo allenatore della Juventus. Dopo Mister Good Morning dopo 3 anni alla guida del Chelsea (Ranieri), dopo l’ex vecchia gloria bianconera troppo bbuona (Ferrara) ma non altezza della situazione, dopo il primo allenatore libero con la passione per il 3-4-3 (Zaccheroni), dopo l’allenatore di provincia con un baffo che sembrava adatto ad una grande squadra (Delneri), dopo tutti questi fallimenti il club bianconero si mette nelle mani dell’allenatore giovane ed emergente con qualche buon risultato dalla sua parte ed una profonda conoscenza della società torinese.

Vediamolo dunque il suo curriculum da calciatore e da allenatore.
Conte inizia la carriera da calciatore nella sua Lecce ma è nel ’91, quando si trasferisce a Torino per giocare con la casacca bianconera numero 8, che compie il definitivo salto di qualità grazie ad un certo Trap che crede ciecamente nei suoi mezzi. Antonio è un centrocampista di carattere, un leader in campo, capace di giocare sia da mediano sia da interno nei 3 di centrocampo, sia da incursore offensivo. Una delle sue qualità migliori è il senso del gol. Conte ne realizzerà ben 29 in 269 partite con la maglia a righe della Juventus, la sua squadra del cuore. Il ragazzo è un vincente. Lo dimostra il suo ricchissimo palmarès: 5 Scudetti, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe Europee, 1 Coppa Uefa, 1 Champions League, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale ed 1 Intertoto. Dopo la cessione di Peruzzi e prima dell’investitura di Del Piero, Conte sarà il capitano della Juventus.

Come allenatore Conte conta su 2 promozioni in Serie A con il Bari, che un per leccese doc come lui vale quasi come un fallimento, e quella freschissima col Siena. Raffinano il suo curriculum post calciatore l’indimenticabile rissa col Bocia, nella sua breve parentesi alla guida dell’Atalanta, il coraggioso trapianto di capelli (avvenuto ben prima che qualcun altro con la bandana ci pensasse) ed una laurea.

Si aspetta la fine del campionato di Serie B per ufficializzare il passaggio del tecnico dal bianconero senese a quello piemontese ma pare che stia già lavorando con la società per ricostruire una grande Juventus. Conte predica un gioco spregiudicato. E’ abituato a giocare con un 4-4-2 con gli esterni molto offensivi che si trasforma facilmente in un 4-2-4. Pare che abbia avvallato l’acquisto a parametro zero di Pirlo e abbia chiesto un’ala sinistra di livello assoluto come il francese Ribery. I tifosi juventini si augurano che la società saprà accontentare le richieste dell’allenatore per evitare casi come quelli di Poulsen al posto di Xabi Alonso per risparmiare una manciata di milioni...

A differenza di Ferrara, Conte avrà meno ex compagni con cui fare i conti. Infatti nell’attuale rosa il neo tecnico ha giocato solo con Del Piero e Buffon. Però siamo sicuri che Antonio, aiutato dal suo carattere capelliano, saprà gestire con forza lo spogliatoio.

Sia da calciatore che da allenatore Conte ha sempre saputo cosa voleva. E’ ambizioso e non lo nasconde tanto che durante sua prima esperienza su una panchina professionistica (Arezzo 2006) dichiarò senza diplomazia: “se nel giro di 3 anni non allenerò la Juventus mi ritiro”. Certo, se fosse anche coerente, avrebbe appeso il taccuino al chiodo da un paio di stagioni.

Le notizie del giorno: Balotelli figliol prodigo, Di Vaio figlio di...

Sull'onda dell'insuccesso in Sudafrica, la Figc ridusse il numero degli extracomunitari tesserabili a uno solo.[...]La mossa non fu felicissima, e i club di serie A tornerebbero volentieri indietro. Se ne parlerà nel prossimo consigliofederale, a metà giugno, e anche se la trattativa andasse a buon fine servirà ancora tempo per un nuovo provvedimento. Ecco perché tante situazioni di mercato sono ancora in stallo.

L'obiettivo di Marotta è portare in bianconero almeno un giocatore-copertina, una stella di prima grandezza. E visto che dovrebbe essere l'apice della campagna acquisti, il resto viene in funzione. Ecco perché, per esempio, una trattativa già quasi in porto come quella per Bastos è, al momento, congelata: l'esterno del Lione, perfetto per il gioco di Conte, non ha ancora ricevuto il passaporto francese per cui ha avviato le pratiche.



Gli obiettivi di Moratti (Hazard su tutti) sono già comunitari, a parte Tevez
. Quindi, in attesa di capire come iniziare una trattativa difficile e dispendiosa ma che comunque affascina, non si forzano altre piste in attesa di buone nuove dal consiglio federale. Uno che intriga parecchio, e da gennaio, è Casemiro, il pitbull dell'under 20 brasiliana che ha dominato i recenti Sudamericani di categoria.
http://www.gazzetta.it

Pirlo e Balotelli tornano in azzurro. Sono le principali novità nella lista dei 25 giocatori convocati da Cesare Prandelli per le due partite che l'Italia giocherà venerdì 3 giugno a Modena contro l'Estonia (qualificazioni a Euro 2012) e e martedì 7 giugno a Liegi, l'amichevole contro l'Eire di Giovanni Trapattoni.
Quello di Balotelli sembra il ritorno del figliol prodigo: il 'bad boy' del Manchester City era stato escluso a marzo per il doppio impegno contro Slovenia e Ucraina perché pochi giorni prima, nella partita di Europa League contro la Dinamo Kiev, aveva colpito con un'entrata da kung-fu un avversario. Una 'follia' costata la convocazione al giovane e irrequieto talento azzurro, che però negli ultimi mesi, dopo essere stato a lungo al centro delle polemiche in Inghilterra per le sue intemperanze, soprattutto fuori dal campo - dalle risse al ristorante alle multe rimediate in auto - si è riscattato in diverse occasioni riuscendo così a riabilitare la propria immagine anche agli occhi dei tabloid britannici.
http://www.repubblica.it

Ha impiegato più di un anno Montolivo prima di decidere. E' una scelta sofferta. A Firenze vive benissimo, ha comprato casa e conta di stabilirsi in questa città a fine carriera. In questi dodici mesi dall'addio di Prandelli in poi ha sperato che qualcosa potesse ricreare le premesse per una nuova ambiziosa avventura in maglia viola. E invece in questi dodici mesi si è andata materializzando la convinzione che non solo Della Valle non intende rilanciare ma addirittura si sta giorno dopo giorno allontanando da Firenze e dalla Fiorentina.
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Alla fine del lungo incontro, già programmato, De Laurentiis e Mazzarri hanno trovato l’intesa sulla programmazione dopo due mesi di botte e risposte e di un rapporto che si era improvvisamente raffreddato.

Si riparte con l’allenatore dei 70 punti, del terzo posto e della Champions League diretta. Si va avanti con l’allenatore voluto dalla squadra e dai tifosi azzurri, applaudito anche a Torino. Il tecnico che aveva manifestato la sua voglia di continuare ancora a Napoli la scorsa settimana alla vigilia della gara contro la Juve...
Non ho mai avuto dubbi sull’intesa tra presidente e allenatore, gli intenti andavano già nella stessa direzione, c’era stato solo un problema di comunicazione. L’importante era mettersi al tavolo: l’abbiamo fatto e senza neanche grossi problemi siamo arrivati alla programmazione per la prossima stagione», ha detto Bigon che ha svolto un’opera di mediazione importante. «Era importante a mio avviso dare continuità al progetto tecnico...
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Girava con il suo Porsche nuovo fiammante per la vietatissima “T”, ossia le centralissime vie Rizzoli, via Ugo Bassi e via Indipendenza di Bologna, senza averne alcun diritto. E in effetti per questo gli erano state notificate poco più di 40 multe da circa 80 euro. Ma, per non pagare, l’attaccante del Bologna calcio, Marco Di Vaio, ha presentato un ricorso in prevenzione alla polizia municipale che gli ha annullato le contravvenzioni. Per ottenere l’annullamento, però, il calciatore ha dichiarato il falso e per questo è finito nei guai. E’ infatti indagato per falso ideologico e truffa continuata ai danni del Comune dalla Procura di Bologna che da tempo sta conducendo un’inchiesta sull’uso improprio dei pass per invalidi.


Ad aiutarlo nella “furbata” è stata la dipendente del Bologna calcio, Marilena Molinari, titolare di un regolare permesso per handicap. E quindi pure lei è finita nei guai per la stessa ragione. Dagli accertamenti era già emerso in passato che la Molinari aveva legato alcune targhe di giocatori rossoblù al suo pass per facilitare loro la libera circolazione nel cuore di Bologna.
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Magari sono solo coincidenze, ma per gli addetti ai lavori è un segno del destino. Francesco Grandolfo, classe 1992, un’indimenticabile tripletta alla sua terza presenza in A domenica scorsa sul campo del Bologna, potrebbe essere il nuovo Antonio Cassano, l’ennesimo prodotto del florido vivaio del Bari.
I due hanno già qualcosa in comune: entrambi sono nati nel mese di luglio, entrambi hanno tirato i primi calci con la Pro Inter (Grandolfo dall’età di 8 anni), entrambi hanno segnato giovanissimi il primo gol in serie A.
Entrambi, e in prospettiva futura è la cosa più importante, sono assistiti dall’avvocato Giuseppe Bozzo, uno che di campioncini in erba ne capisce.
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sabato 21 maggio 2011

Le notizie del giorno: Rossi al Barca, Milan al PDL

Giuseppe Rossi, l'attaccante della nostra Nazionale, e il Barcellona sono sempre più vicini. Secondo l'emittente spagnola «Cadena Ser», il club blaugrana avrebbe già raggiunto un accordo con l'attaccante italo-americano, per il quale sarebbe pronto un quadriennale.
http://www.corriere.it

MILANO - A meno di una settimana dalla festa per lo scudetto, la gioia dei milanisti sembra appannarsi. Almeno in parte. «Tutta colpa della politica».

Il problema è una lettera agli iscritti dell' Associazione italiana Milan Clubs che invitava a votare per il Pdl alle amministrative di Milano. E inviata pochi giorni prima delle elezioni. «Qualora tu fossi un elettore del centrodestra, domenica e lunedì, recandoti alle urne potrai votare facendo una croce sul simbolo del Popolo della libertà e scrivere il nome Berlusconi nello spazio per la preferenza»

«Un gesto tanto semplice quanto decisivo per fare di Milano una città sempre all' altezza della nostra straordinaria squadra di calcio!».
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"E' arrivato il momento in cui Montolivo deve decidere e dire sì o no - le parole del tecnico serbo - dobbiamo saperlo per programmare la stagione con o senza di lui, non possiamo aspettare la decisione di Riccardo per oltre 15-20 giorni. Nelle ultime dichiarazioni Montolivo ha mostrato dubbi sui programmi della società? Mi pare che siano sempre gli stessi, nessuno ha mai parlato di vincere lo scudetto bensì di andare in Europa e di essere tra le prime 5-7 squadre in Italia.
http://www.repubblica.it

il Milan si concentra sul riscatto della metà del cartellino di Kevin Prince Boateng, ancora in mano al Genoa. Oggi Enrico Preziosi ha chiarito che i due club si vedranno martedì prossimo per tentare di chiudere l'affare: "Spero che questa telenovela finisca presto. La situazione è complicata e articolata su molti giocatori. Il Genoa farà le sue richieste.

I giocatori di cui parla Preziosi sono quelli coinvolti nei molteplici scambi dell'ultimo calciomercato estivo: Amelia, Strasser, Oduamadi, Zigoni, Paloschi, Beretta e lo stesso Boateng. Di sicuro il ghanese vuole restare al Milan. E Massimiliano Allegri conta molto su questo centrocampista che è stato decisivo negli schemi che hanno portato allo scudetto.
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Ha scelto la radio argentina Radio de Plata, Carlos Tevez, per annunciare al mondo che se ne vuole andare dal Manchester City, malgrado il suo allenatore avesse detto il contrario solo pochi giorni fa.

ARSENAL: TENERE FABREGAS “SARA’ UNA LOTTA” — Un pensiero che attraversa da tempo anche la mente di Cesc Fabregas: e sebbene ogni estate si dica che il capitano dell'Arsenal è pronto ad andarsene, con destinazione Barcellona (ma anche Inter o Milan), alla fine poi Cesc resta dov’è.

United: 60 MILIONI DA SPENDERE — A proposito di Red Devils, detto (dal Mirror Sports) che Sir Alex Fergsuon avrebbe pronti tre colpi da 60 milioni di sterline, uno sembrerebbe già portato a segno: si tratta del portiere David De Gea, per il quale l’Atletico Madrid avrebbe accettato l’offerta di 16 milioni di sterline. Quasi la metà, per l’esattezza 9, sarebbe invece pronto a darne il Liverpool al Wolfsburg per il brasiliano Diego, che non vede l’ora di lasciare la Germania.
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Genova - «Senza quel gol nel finale di partita contro il Werder Brema, l’epilogo del campionato della Samp sarebbe stato totalmente diverso. Gli obiettivi economici e di giocatori sarebbero stati diversi. Fa parte della nostra carriera avere quel pizzico di fortuna in più o in meno. Mancavano solo quaranta secondi, incredibile. Ci sentimmo tutti male, dai tifosi al club ai giocatori. Il livello di concentrazione era altissimo». Sono le parole dell’ex tecnico Mimmo Di Carlo, che ieri ha commentato così, a Radio Kiss Kiss, la stagione della Samp
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NAPOLI - «Io sono un dipendente, la società è sovrana e decide il destino dell'allenatore. Parlerò con il presidente, vi faremo sapere». Walter Mazzarri non scioglie i dubbi relativi al proprio destino: la permanenza sulla panchina del Napoli è legata all'esito dell'incontro con il presidente Aurelio De Laurentiis.

«I contratti sono una parte di un accordo. Poi, bisogna occuparsi della programmazione. Al di là dei contratti, si deve pensare anche al percorso che si fa», dice il tecnico. «Quest'anno il presidente aveva parlato di quinto-decimo posto. Siamo arrivati dove siamo arrivati -aggiunge facendo riferimento alla qualificazione diretta alla prossima Champions League-. È giusto fare il punto della situazione»
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Cercasi compagno di stanza. Alessandro Nesta, ha idea di come rimpiazzare il suo amico Pirlo?
«Farò una grande selezione per capire chi merita il suo posto letto».

Che tipo di giocatore si è messa in casa la Juventus?
«È uno degli ultimi geni del calcio rimasti. Soldi spesi bene. Sembra che dorma, invece è un uomo spogliatoio e umanamente vale dieci. L'amicizia nel calcio esiste e noi siamo molto legati, dispiace vederlo andare via, ma è giusto che ognuno segua la sua strada»
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Sabatini, dopo aver incontrato Pioli a Verona senza però prendere alcun impegno con l’allenatore del Chievo (c’è da chiedersi il perché di tanta pubblicità, da entrambe le parti, al faccia a faccia: accade raramente), si è imbarcato dunque in serata a Fiumicino per spostarsi in Argentina.

Prima di lui vengono gli stranieri, molti impegnati in questo finale di stagione: Villas Boas del Porto, Rudi Garcia del Lille e Didier Deschamps del Marsiglia. Se i primi due, anche ieri, hanno giurato fedeltà almeno per un’altra stagione ai rispettivi club, l’ex allenatore della Juve è stato meno drastico, evitando di sbilanciarsi. In più c’è sempre Carlo Ancelotti: se non andrà all’Arsenal, potrebbe tornare in pista.

Nel pomeriggio Vincenzo Montella saluta a Trigoria, prima dell’addio di domani sera all’Olimpico contro la Sampdoria che lo sta cercando. L’allenatore uscente ha solo l’imbarazzo della scelta. In serie A almeno tre proposte: il Catania (favorito), il Siena e il Lecce.
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ROMA - «Penserò al mio futuro solo al termine di questo campionato. Si parla della Lazio, che è una grande squadra, ma ora penso solo all'ultima partita della stagione con il Catania. Da lunedì parlerò con la società e, insieme, decideremo la cosa migliore per me e per la squadra rossazzurra».Così Maxi Lopez ha parlato questa sera ai microfoni di Sky, commentando le voci sul suo futuro nella Lazio. Parole che fanno presagire un addio dell'attaccante al Catania.

Rimarrà a Roma anche capitan Rocchi. «Resterà sicuramente a Roma, dove sta bene - ha confessato l'agente Oscar Damiani - Tommaso ha un contratto di due anni, quindi non si muoverà».
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"Non sono io ad aver detto di no alla Juve, semplicemente non sono mai stato cercato: voglio rimanere al City per costruire, sarebbe stupido ricominciare tutto daccapo da un'altra parte". Lo ha detto Roberto Mancini, in un'intervista che verrà trasmessa domani sera da 'Studio Sport XXL - la top ten della settimana', il magazine di sport di Italia 1. "Per lo stesso motivo - aggiunge l'allenatore del Manchester City - Abramovich farebbe un grosso errore a mandare via Ancelotti: è uno dei migliori allenatori al mondo".
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giovedì 19 maggio 2011

Udinese e Lazio: un campionato per quarti

L’ultiimo verdetto aperto del Campionato riguarda l’assegnazione del quarto posto. Non proprio una volata scudetto insomma ma comunque un responso importante perchè il quarto posto concede il privilegio di giocarsi un posto in Champions League attraverso le forche caudine del preliminare d’Agosto.

I friulani sono in vantaggio di 2 punti sui biancocelesti. “L’ultima salita sarà la più dura” ha ammonito il tecnico, appassionato di ciclismo, Francesco Guidolin riferendosi all’ultima partita in casa contro al Milan già scudettato. Lotito, logorroico ed insopportabile presidente laziale, ha dichiarato con tono che sembra anticipare delusione: “non andare in Champions dopo una stagione così sarebbe una beffa”. La Lazio di Edy Reja, infatti, per qualificarsi dovrà battere in trasferta il Lecce e sperare in un passo falso dei bianconeri.
L’Udinese ha quindi in mano la sua seconda partecipazione alla competizione europea più ambita. La prima esperienza in Champions, finita nella fase a gironi, risale alla stagione 2005-2006. Allora la squadra era guidata da Spalletti e poteva vantare in attacco un tridente d’eccezione: Iaquinta, Di Natale, Di Michele. La Lazio, invece, ha una tradizione europea più consolidata e la sua ultima (e breve) partecipazione risale alla stagione 2007-2008 con Delio Rossi in panchina e Pandev e Rocchi in attacco.

Per il Polpo, l’Udinese si merita la qualificazione in Champions. La squadra friulana è la più giovane d’Italia ed ha espresso il miglior calcio della serie A. Un gioco rapido e spumeggiante basato su scambi stretti ed inserimenti senza palla. Il leader della squadra Totò Di Natale (per quanto strane ci possano sembrare le parole leader e Di Natale nella stessa frase) si è confermato cannoniere incredibile ed ottimo elemento di provincia. Purtroppo per la Nazionale il napoletano trapiantato in Friuli non è mai riuscito a ripetere gli exploit di Udine con la maglia azzurra con la quale, infatti, segna pochissimo. Il Polpo è poi grande ammiratore di Alexis Sanchez, una delle rivelazioni della stagione, che sarà difficile ritrovare ad Udine la prossima stagione visto l’interesse dimostrato da Inter, Manchester United e Barcellona. L’Udinese è una società che ha nella valorizzazione di giovani talenti da tutto il mondo il suo marchio di fabbrica. Negli anni in bianconeri hanno, infatti, scovato e lanciato giocatori del calibro di Bierhoff, Amoroso, De Sanctis, Iaquinta, Pizzarro, Jankulowsky, Asamoah Gyan, Sanchez per poi rivenderli ai grande club riuscendo qua e là a rifilare anche qualche pacco.

La Lazio è una ex quasi grande squadra.
Il Presidente moralizzatore Lotito l’ha salvato dal fallimento ed ha avuto il merito di rilanciarla. I biancocelesti sono stati molto regolari nell’arco dell’intera stagione senza particolari acuti. Reja ha plasmato una squadra con una difesa di ferro e qualche buona individualità dalla trequarti in avanti come il brasiliano Hernanes su tutti. Però la Lazio non è mai riuscita ad entusiasmare. Esprime un gioco difensivo e noioso. Il centroavanti titolare, Floccari, ha segnato 8 reti e l’egoista (per usare un eufemismo) talentino Zarate ha dribblato 789 avversari, tanti, ma sempre troppo pochi per realizzare più della miseria di 10 gol in due anni. Il Polpo c’è poi rimasto un pò male per alcuni episodi degli ultimi anni: i “buuuu” ai giocatori di colore, il saluto romano alla Curva da parte dell’ex capitano Di Canio, gli striscioni in onore di generali serbi con una simpatica inclinazione al genocidio. Tutte cose mai viste nei silenziosi fondali marini frequentati dal Polpo.

Insomma, scegliere per chi parteggiare nella volata Champions tra l’Udinese e la Lazio è un po’ come scegliere per chi tifare tra Rossi e Biaggi, tra il Buono (Clint Eastwood) ed il Cattivo (Lee Van Cleef) o tra Ken Shiro e Raoul...
Se l’Udinese dovesse centrare il traguardo della qualificazione, i Pozzo dovrebbero innanzitutto non cedere i pezzi pregiati della squadra di Guidolin (vedi Sanchez, Asamoah, Inler, Handanovic) e successivamente comprare un paio di giocatori esperti abituati a calcare i grandi palcoscenici europei per evitare un clamoroso flop che potrebbe avere conseguenze devastanti sul morale e sulla classifica (vedi Samp).

E poi, almeno, Andrea Agnelli si consolerà con un po’ di bianconero in Europa...

mercoledì 18 maggio 2011

Arrabbiatura massimale

Rispondendo ai giornalisti ai margini della presentazione, al Salone del libro di Torino, della sua biografia “La mia vita normale” (parentesi extra calcistica: ma quanto sono belli i titoli delle autobiografie, specie quelli che iniziano con il nome dell’autore e seguono con una frase solenne dopo i due punti?! Ecco, improvvisatissima, la mia Top 3: 1- David Hasselhoff - Don't Hassel the Hoff: The Autobiography (purtroppo non ancora tradotta in italiano); 2 – Martina Colombari - La vita è Una, 3 - Roger Moore – Il mio nome è Bond), l’ex Furia Ceca dice la sua sulla patetica stagione juventina. Nedved, con il suo bel viso serio, parla già da dirigente, lancia frecciate ai giocatori, scarica l’allenatore, lamenta la mancanza di “mentalità” e poi rimandanda ogni valutazione alla fine del campionato:



Quello che più ci esalta dell’intervento di Nedved, novello scrittore, restano comunque l’orginale superlativo: “arrabiatura massimale” e la splendida figura retorica (iperbole?): "futuro nuovo". Proprio quello di cui ha bisogno la Juve.

Ottorino Maggio