A metà luglio possiamo considerarci a metà mercato estivo e quando si arriva al giro di boa, si sa, è importante tirare le prime (affrettate) somme.
Permettete al Polpo di esprimere i suoi più sentiti complimenti a De Laurentiis e Lotito che sono stati i due autentici mattatori di questa prima metà del mercato estivo 2011.
Napoli e Lazio sono, infatti, le due squadre che si sono rafforzate più delle altre.
Il Milan, quest’anno parte da -560 milioni, e sembra non avere i mezzi per condurre un mercato all’altezza di quelli passati. L’Inter, a causa dell’improvviso abbandono di Leonardo, si è ritrovata spiazzata ed ha dovuto rivedere completamente i suoi piani. La Roma sta attraversando la fase del passaggio di proprietà e fino ad ora gli yankees si sono dimostrati più interessati a cambiare il management che a rinforzare la rosa. La Juve gestita dalle sapienti zampette di Mar(m)otta attaglianato dalla sindrome della “bella addormentata nel bosco”, ha visto sfumare Sanchez, Tevez ed Aguero e ormai ha come obiettivo numero uno convincere i tifosi che l’americano non è un ripiego.
A tutt’altro gioco hanno giocato Napoli e Lazio. I partenopei hanno dimostrato una grande forza societaria blindando due gioielli come Mazzarri ed Hamsik attratti dalle sirene degli squadroni del nord. Scongiurato il pericolo di una diaspora in stile Udinese, la coppia Bigon – De Laurentiis ha messo a segno nell’ordine i colpi Donadel, Dzemaili, Santana ed il contesissimo leone Inler rafforzando il reparto più debole, il centrocampo. Manca un difensore esperto ed un attaccante di riserva e gli azzurri saranno pronti a lottare per lo scudetto e a non farsi ridere dietro in Champions.
La Lazio invece è stata la vera sorpresa. Lotirchio ci aveva abituati a mercati monotoni nel segno del costo zero. In questa finestra di mercato, forse per non sfigurare davanti ai nuovi cugini a stelle e strisce, il presidente latinista si è letteralmente scatenato comprando Klose, Cissé, Marchetti, Konko e Stankevicious (molti a parametro zero, ora che ci penso). Con un reparto offensivo che comprende Klose, Cissé, Floccari, Zarate, Rocchi, Hernanes i tifosi biancocelesti sono autorizzati a sognare in grande. Lotito, però, non ha perso le buone abitudini ed è riuscito a vendere alla Juve (guarda caso) il discreto terzino Lichtsteiner alla cifra di 10 milioni di euro.
L’estate è ancora lunga, Marmotta è in tempo per svegliarsi, Moratti fa in tempo a scatenarsi, e le sorti del governo potrebbero costringere il Milan ad un’altra gloriosa campagna acquisti.
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venerdì 15 luglio 2011
mercoledì 25 maggio 2011
Maronna che finale
Ed alla fine tutto è bene quel che finisce bene.
E come nei migliori film prodotti dalla Filmauro Walter Mazzarri ed il Presidente Aurelio De Laurentiis hanno trovato un accordo per proseguire il rapporto. Mazzarri sarà ancora l’allenatore del Napoli per la prossima stagione. Ma il bello è che il contratto del phonatissimo mister scade alla fine del campionato 2011-2012. Ma allora perchè si è creato questo caso che ha gettato un’ombra sul buon finale di campionato degli azzurri? Tutta la Piazza napoletana è entusiasta dell’ottimo lavoro condotto dal grintoso tecnico di San Vincenzo che è riuscito a portare una discreta squadra ai vertici della Serie A ed a conquistare una qualificazione in Champions che mancava dai tempi dell’indimenticato Maradona. Ma allora perchè c’erano dubbi sulla sua permanenza alla guida della squadra partenopea? Il Polpo credo che il buon Mourinho abbia fatto scuola... Vi ricordate quando al termine del suo primo (positivo) campionato sulla panchina nerazzurra il tecnico portoghese si dichiarava scettico sulle sue possibilità di permanenza all’Inter nonostante avesse un contratto triennale? Alla fine Mourinho vinse lo scudetto ed un cospicuo aumento di ingaggio da parte del solito allocco Moratti. Il Polpo ritiene che Mazzarri sia un grande tecnico, sicuramente uno dei migliori tra gli emergenti. Ha centrato una promozione in Serie A col Livorno dopo 55 anni, ha salvato la Reggina a più riprese nonostante le continue cessioni del Presidente Foti ed una pesante penalità di punti, è riuscito a far ragione Cassano (che forse è la sua impresa più grande) e ha portato la Samp in Uefa. Ma soprattutto è un grande opportunista!
Secondo il Polpo Mazzarri, abilmente consigliato dal suo procuratore, ha capito che una stagione come quella appena trascorsa doveva essere monetizzata nel migliore dei modi. Allora gli si sono aperte due strade: cambiare panchina a favore di una più prestigiosa, quindi più remunerativa, oppure pretendere un dovuto ritocco dell’ingaggio. Walter ha iniziato un antipatico tira e molla con la società in cui non si dichiarava più sicuro di proseguire la sua avventura alla guida del Napoli. “Certi discorsi si fanno solo a fine stagione”, “bisogna vedere se ci sono ancora i presupposti per andare avanti”. Mazzarri, vista la disastrosa stagione della Juventus ed il sicuro siluramento del suo tecnico, ha sperato di potere compiere il salto di qualità accasandosi sulla panchina bianconera e guadagnando uno stipendio da top manager che a Torino, di questi tempi, non si rifiuta a nessuno e salutare Napoli e la Champions. Permettete al cefalopode di dire che non capisce perchè la Juventus sia considerata una squadra superiore al Napoli se negli ultimi 2 campionati le è finita puntualmente alle spalle?! Però quei drittoni di Agnelli e Marotta hanno scelto di sostituire Delneri con Antonio Conte con buona pace dell’ex fantasista della Fiorentina. A questo punto, Mazzarri ed il suo entourage si sono trovati costretti ad un dietro front ed a cambiare atteggiamente nei confronti della squadra partenopea e del suo presidente narcisista. Le dichiarazioni hanno iniziato a cambiare registro: “non ho mai detto di volere andare via da Napoli”, “sono disposto a rimanere”. Puntualmente tra lunedì e martedì Mazzarri e De Laurentis si sono incontrati ed hanno deciso di continuare il loro rapporto di lavoro. Adesso è ovvio che tutti i tifosi azzurri siano molto felici della conferma del bravissimo tecnico toscano ma almeno il Polpo chiede di non parlargli di sentimenti e di amore perchè in questa storia col lieto fine l’amore ed i buoni sentimenti c’entrano davvero poco!
THE END
FILMAURO PRODUCTION
E come nei migliori film prodotti dalla Filmauro Walter Mazzarri ed il Presidente Aurelio De Laurentiis hanno trovato un accordo per proseguire il rapporto. Mazzarri sarà ancora l’allenatore del Napoli per la prossima stagione. Ma il bello è che il contratto del phonatissimo mister scade alla fine del campionato 2011-2012. Ma allora perchè si è creato questo caso che ha gettato un’ombra sul buon finale di campionato degli azzurri? Tutta la Piazza napoletana è entusiasta dell’ottimo lavoro condotto dal grintoso tecnico di San Vincenzo che è riuscito a portare una discreta squadra ai vertici della Serie A ed a conquistare una qualificazione in Champions che mancava dai tempi dell’indimenticato Maradona. Ma allora perchè c’erano dubbi sulla sua permanenza alla guida della squadra partenopea? Il Polpo credo che il buon Mourinho abbia fatto scuola... Vi ricordate quando al termine del suo primo (positivo) campionato sulla panchina nerazzurra il tecnico portoghese si dichiarava scettico sulle sue possibilità di permanenza all’Inter nonostante avesse un contratto triennale? Alla fine Mourinho vinse lo scudetto ed un cospicuo aumento di ingaggio da parte del solito allocco Moratti. Il Polpo ritiene che Mazzarri sia un grande tecnico, sicuramente uno dei migliori tra gli emergenti. Ha centrato una promozione in Serie A col Livorno dopo 55 anni, ha salvato la Reggina a più riprese nonostante le continue cessioni del Presidente Foti ed una pesante penalità di punti, è riuscito a far ragione Cassano (che forse è la sua impresa più grande) e ha portato la Samp in Uefa. Ma soprattutto è un grande opportunista!
Secondo il Polpo Mazzarri, abilmente consigliato dal suo procuratore, ha capito che una stagione come quella appena trascorsa doveva essere monetizzata nel migliore dei modi. Allora gli si sono aperte due strade: cambiare panchina a favore di una più prestigiosa, quindi più remunerativa, oppure pretendere un dovuto ritocco dell’ingaggio. Walter ha iniziato un antipatico tira e molla con la società in cui non si dichiarava più sicuro di proseguire la sua avventura alla guida del Napoli. “Certi discorsi si fanno solo a fine stagione”, “bisogna vedere se ci sono ancora i presupposti per andare avanti”. Mazzarri, vista la disastrosa stagione della Juventus ed il sicuro siluramento del suo tecnico, ha sperato di potere compiere il salto di qualità accasandosi sulla panchina bianconera e guadagnando uno stipendio da top manager che a Torino, di questi tempi, non si rifiuta a nessuno e salutare Napoli e la Champions. Permettete al cefalopode di dire che non capisce perchè la Juventus sia considerata una squadra superiore al Napoli se negli ultimi 2 campionati le è finita puntualmente alle spalle?! Però quei drittoni di Agnelli e Marotta hanno scelto di sostituire Delneri con Antonio Conte con buona pace dell’ex fantasista della Fiorentina. A questo punto, Mazzarri ed il suo entourage si sono trovati costretti ad un dietro front ed a cambiare atteggiamente nei confronti della squadra partenopea e del suo presidente narcisista. Le dichiarazioni hanno iniziato a cambiare registro: “non ho mai detto di volere andare via da Napoli”, “sono disposto a rimanere”. Puntualmente tra lunedì e martedì Mazzarri e De Laurentis si sono incontrati ed hanno deciso di continuare il loro rapporto di lavoro. Adesso è ovvio che tutti i tifosi azzurri siano molto felici della conferma del bravissimo tecnico toscano ma almeno il Polpo chiede di non parlargli di sentimenti e di amore perchè in questa storia col lieto fine l’amore ed i buoni sentimenti c’entrano davvero poco!
THE END
FILMAURO PRODUCTION
sabato 14 maggio 2011
Esproprio proletario
Nel lontano 2008 il secondo governo Prodi approvava la cosiddetta "legge Melandri" sui diritti televisivi, che tra i tanti sport andava a stravolgere gli equilibri ormai consolidati anche del mondo del calcio nostrano. In sostanza si tornava alla contrattazione collettiva con una spartizione più equa dei cospicui ricavi, fino ad allora quasi esclusivamente appannaggio delle Grandi, che stabilivano individualmente il prezzo con le emittenti televisive. A quattro anni di distanza il centrosinistra è tornato mestamente laddove si trova meglio per tradizione storica e per naturale propensione masochistica, ovvero all'opposizione, ma l'ennesima legislatura sotto il segno del Cavaliere di Arcore non pare aver inciso nemmeno su questo terreno che, in quanto presidente di una delle Grandi, il Milan, avrebbe potuto interessarlo maggiormente. Invece a riprova della assoluta incapacità di governo del Cavaliere in tutti gli ambiti, la legge contestata fatta da una delle più improbabili ministre dello sport della storia repubblicana è rimasta tale e quale: perché allora se ne torna a parlare? Il fatto è che la legge prevedeva certo la contrattazione collettiva ed una spartizione più equa della torta, ma con un certo buon senso riservava una parte, il 25%, alle Grandi, nel senso che lo assegnava in base al numero di tifosi delle squadre. Qualche settimana fa le Piccole, con l'appoggio dell'assenteista presidente della lega, Beretta, ha votato la delibera che affida a tre nuove agenzie le indagini demoscopiche per stabilire il numero di tifosi di ciascuna squadra. Milan, Juve, Napoli, Inter e Roma si sono allora rivolte alla Alta Corte di Giustizia che ha per il momento bloccato il provvedimento. La spaccatura appare però grave tanto da far ricorrere ad inusuali considerazioni il sempre fuori luogo Andrea Agnelli, che addirittura ha minacciato di portare la Juve a giocare in un altro campionato. L'ad dell'Inter Paolillo dal canto suo è rimasto più sulla terra pur prospettando la possibilità che il mercato estivo delle grandi venga fatto solo tra di loro, per non dare soldi alle proletarie ribelli.
L'idea livellatrice che aveva ispirato la Melandri e che ora spinge le piccole è quella di dar vita ad un campionato più equilibrato nel quale lo strapotere economico di poche grandi società non decida già in partenza l'esito finale della competizione. Come spesso accade nella legge, che ha comunque il merito di porsi un problema reale, si mescola del buono e del cattivo: il desiderio di riequilibrare le cose tiene nel giusto conto il fatto che le grandi da sole non potrebbero giocare e che ogni anno dalle piccole prendono giocatori giovani che non avrebbero tempo di far maturare.
Accanto a questo genere di iniziativa sarebbe stato necessario però permettere ai grandi club di avere il via libera per la costruzione dei propri stadi in modo da permettere a chi investe di più di guadagnare di più per restare al passo con le maggiori squadre europee. Tutto sommato, se si guarda all'estero il nostro campionato appare ben più equilibrato e vincere per Milan, Inter e compagnia non è mai scontato; resta da vedere se perché il livello delle grandi è ormai misero (come porterebbero a pensare le figuracce europee e lo scudetto di un modesto Milan insidiato a lungo da squadre come Udinese o Napoli) o per il valore delle piccole nostrane.
Come era scontato attendersi dalle alte sfere del sport italiano (leggi l'inconfondibilmente incapace ebete/Abete) parlare di prese di posizione risulta fuori luogo, piuttosto solito invito buonista alla conciliazione. Per non parlare poi dell'esecutivo: la maggioranza, impegnatissima a sfornare leggi per il Padrone/ladrone, non ha tempo di occuparsi del futuro dei giovani e più in generale dell'economia italiana, figuriamoci se si mette a intervenire sul sempre spinoso tema calcistico, peraltro non esente da conflitto di interesse. Toccherà aspettare il prossimo ministro dello sport di centrosinistra... direi che si può aspettare con tutta calma.
Giuseppe Zerutituli
L'idea livellatrice che aveva ispirato la Melandri e che ora spinge le piccole è quella di dar vita ad un campionato più equilibrato nel quale lo strapotere economico di poche grandi società non decida già in partenza l'esito finale della competizione. Come spesso accade nella legge, che ha comunque il merito di porsi un problema reale, si mescola del buono e del cattivo: il desiderio di riequilibrare le cose tiene nel giusto conto il fatto che le grandi da sole non potrebbero giocare e che ogni anno dalle piccole prendono giocatori giovani che non avrebbero tempo di far maturare.
Accanto a questo genere di iniziativa sarebbe stato necessario però permettere ai grandi club di avere il via libera per la costruzione dei propri stadi in modo da permettere a chi investe di più di guadagnare di più per restare al passo con le maggiori squadre europee. Tutto sommato, se si guarda all'estero il nostro campionato appare ben più equilibrato e vincere per Milan, Inter e compagnia non è mai scontato; resta da vedere se perché il livello delle grandi è ormai misero (come porterebbero a pensare le figuracce europee e lo scudetto di un modesto Milan insidiato a lungo da squadre come Udinese o Napoli) o per il valore delle piccole nostrane.
Come era scontato attendersi dalle alte sfere del sport italiano (leggi l'inconfondibilmente incapace ebete/Abete) parlare di prese di posizione risulta fuori luogo, piuttosto solito invito buonista alla conciliazione. Per non parlare poi dell'esecutivo: la maggioranza, impegnatissima a sfornare leggi per il Padrone/ladrone, non ha tempo di occuparsi del futuro dei giovani e più in generale dell'economia italiana, figuriamoci se si mette a intervenire sul sempre spinoso tema calcistico, peraltro non esente da conflitto di interesse. Toccherà aspettare il prossimo ministro dello sport di centrosinistra... direi che si può aspettare con tutta calma.
Giuseppe Zerutituli
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